La pesca sostenibile considera il mare un bene comune da tutelare, prelevando dalle sue acque solo quanto necessario, in accordo con i bisogni sociali ed economici della collettività

Il pesce è un bene indispensabile per l’uomo: più di 3 miliardi di persone ricorrono al pesce per coprire parte del loro fabbisogno di proteine e più di 500 milioni di persone sono coinvolte direttamente o indirettamente nelle attività di pesca.
Con un numero sempre maggiore di stock ittici sfruttati fino all’esaurimento, sarebbe bene acquistare pesce sostenibile, anche quando è surgelato, cioè pescato senza sovrasfruttamento tenendo conto della disponibilità e capacità riproduttiva, attraverso metodi a basso impatto ambientale, con l’obiettivo di preservare la preziosa biodiversità marina.
Le modalità di pesca e di approvvigionamento giocano un ruolo importantissimo nella salvaguardia degli oceani e delle loro risorse. È quindi fondamentale che tutte le aziende coinvolte nel settore rispettino delle regole precise che garantiscano una pesca responsabile per il futuro degli oceani.
La pesca sostenibile, di fresco locale o destinata alla surgelazione, non è intensiva perché considera il mare e i suoi abitanti un bene comune da tutelare, prelevando dalle sue acque solo quanto necessario, in accordo con i bisogni sociali ed economici della collettività. Ma il pesce, soprattutto quello surgelato, è bene che sia anche certificato e, per essere dichiarato tale, deve rispettare gli standard di sostenibilità, ma anche soddisfare tutte le normative vigenti.
Per definire linee guida comuni e aiutare il consumatore a orientarsi nelle scelte d’acquisto, ci sono enti a sostegno della pesca sostenibile e certificata: i prodotti che soddisfano i rigidi standard del Marine Stewardship Council (MSC), la più importante organizzazione al mondo in tema di pesca sostenibile, ricevono il marchio blu di pesca sostenibile e certificata MSC, che consente ad ogni consumatore di orientarsi meglio nelle scelte di acquisto e fare quindi una scelta responsabile quando vuole acquistare prodotti di pesce. Il pesce certificato, per essere dichiarato tale, deve pertanto rispettare particolari standard di sostenibilità: la pesca deve lasciare in mare abbastanza pesci per permettere loro di riprodursi, affinché l’attività di pesca possa proseguire nel tempo, quindi deve essere pescato nel rispetto della salvaguardia degli stock ittici, tenendo conto della loro disponibilità e capacità riproduttiva. La pesca deve essere effettuata in modo da minimizzare il suo impatto, consentendo alla flora e alla fauna marina di prosperare.Infine deve anche soddisfare tutte le normative vigenti e fare capo a un sistema di gestione efficace, in grado di adeguarsi alle mutevoli circostanze ambientali.
È soprattutto l’etichetta a chiarire che tipo di pesce stiamo acquistando. Per legge, deve obbligatoriamente riportare alcune informazioni essenziali come la denominazione commerciale accompagnata, nel caso di prodotti confezionati in regime di freddo, dalla dicitura “surgelato” e il nome scientifico della specie, la zona di cattura, il termine minimo e le modalità di conservazione, il numero di lotto, oltre alle avvertenze e alle indicazioni d’uso.

Oltre alle indicazioni obbligatorie, il produttore può scegliere, facoltativamente, di fornire informazioni extra. La certificazione MSC, in particolare, non si limita a evidenziare l’impegno delle aziende verso un uso razionale delle risorse, quindi a favore di una pesca più responsabile e rispettosa degli oceani, ma assicura anche la tracciabilità dei prodotti ittici in tutto il loro percorso, dal mare al piatto.
Consumare pesce certificato significa, quindi, sincerarsi dell’origine dei prodotti che finiscono sulla propria tavola, preferendo quelli approvvigionati in maniera sostenibile e responsabile. Una scelta poco impegnativa per il consumatore, ma al contempo decisiva, per la conquista di un obiettivo tanto ambizioso quanto urgente: salvaguardare il futuro degli oceani e del nostro cibo.
APS Litorale Nord
6 agosto 2023
Almentazione consapevole