Il prossimo 21 Marzo si celebra la Giornata Internazionale delle Foreste. Patrimonio prezioso per la biodiversità e per la futura sopravvivenza anche della specie umana oltre che del pianeta, le foreste del mondo sono seriamente minacciate da massicce deforestazioni, incendi e malattie causate dalla proliferazione di parassiti. La proposta dell’UNESCO: la Convenzione sul Patrimonio Mondiale per una migliore connettività ecologica al fine di rafforzare la protezione degli ecosistemi forestali nei siti patrimoniali a livello internazionale, nazionale e locale.

Le foreste sono alcuni degli habitat più ricchi di biodiversità sulla Terra e contengono 60.000 specie diverse di alberi e oltre il 70% di tutte le specie animali terrestri. Le foreste svolgono anche un ruolo cruciale nella regolazione del clima e la loro protezione è uno dei modi più convenienti per promuovere l’azione a favore della riduzione dell’emergenza climatica, Le foreste alimentano le nostre economie e forniscono servizi ecosistemici inestimabili, essendo di vitale importanza per il benessere e la sopravvivenza umana. Si stima che circa 1,6 miliardi di persone, comprese le popolazioni indigene, dipendano dalle foreste per il loro sostentamento, medicine, carburante, cibo e riparo.
Ad oggi, più di 200 siti patrimonio mondiale dell’UNESCO ospitano ecosistemi forestali unici. Con dimensioni che vanno da 18 ettari ( Vallée de Mai, Seychelles ) a più di 5 milioni di ettari ( Complesso di conservazione dell’Amazzonia centrale, Brasile ), i siti forestali del Patrimonio Mondiale hanno ora una superficie totale di oltre 69 milioni di ettari (circa il doppio della superficie della Germania).
Ogni anno, le foreste Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, assorbono circa 190 milioni di tonnellate di CO2 dall’atmosfera, equivalenti alla metà delle emissioni annuali di CO2 del Regno Unito derivanti dai combustibili fossili. Il carbonio nelle foreste è immagazzinato principalmente negli alberi (biomassa epigea), radici (biomassa ipogea) e suolo. Tuttavia, le foreste di almeno 10 siti patrimonio mondiale dell’UNESCO di valore mondiale hanno emesso più carbonio di quanto ne hanno assorbito a causa della crescente pressione sull’uso del territorio e dei rischi legati al clima. Uno sconcertante 60% dei siti naturali del patrimonio mondiale dell’UNESCO sono minacciati da eventi legati ai cambiamenti climatici, in particolare dagli incendi.
La continua dipendenza dalle foreste Patrimonio dell’Umanità come rifugio per la biodiversità e come serbatoi di carbonio per mitigare inquinamento e cambiamento climatico dipende da una migliore protezione delle foreste. Per far fronte al problema è necessario provvedere ad una tutela solida, così da rafforzare il ruolo dei siti forestali anche per le generazioni future. È necessario quindi rispondere in modo efficace agli eventi derivanti dal cambiamento climatico e dalle pressioni antropiche che stanno riducendo sempre più la capacità delle foreste di immagazzinare la CO2 prodotta dai cicli naturali e dalle emissioni delle attività umane in atmosfera. Secondo l’UNESCO la Convenzione sul Patrimonio Mondiale è in una posizione unica per sostenere la conservazione in situ degli ecosistemi forestali e della loro biodiversità mobilitando la comunità internazionale e sostenendo la protezione anche oltre confine.
Si legge sull’Editoriale a cura di Agnès Bardon nel Corriere dell’UNESCO (N° 3 Luglio – Settembre 2023) che il paradosso è impressionante: proprio mentre stiamo cominciando a comprendere il ruolo vitale delle foreste nel sostenere la vita sulla Terra, esse stanno scomparendo davanti ai nostri occhi. Focolai di biodiversità, oggi sappiamo quanto le foreste siano essenziali per i cicli dell’acqua e la regolazione del clima. Tuttavia, questo ecosistema così prezioso è seriamente minacciato. Le soluzioni per fermare questo declino esistono, devono essere commisurate all’importanza delle foreste per la nostra umanità comune e unire i contributi della scienza, della cultura e dell’educazione.
Lo studio dell’UNESCO “Foreste del Patrimonio Mondiale: Pozzi di carbonio sotto pressione”, pubblicato nel 2022, delinea alcuni modi per preservare questi ecosistemi proponendo misure di adattamento ai cambiamenti climatici e raccomandando il rafforzamento dei corridoi ecologici. Per il momento , alcuni interventi applicati in Siti del patrimonio forestale UNESCO hanno dato buone risposte: l’introduzione di sistemi di allerta incendi ha permesso di ridurre notevolmente i tempi d’intervento delle autorità, la creazione di una zona cuscinetto all’interno di un Sito ha contribuito a preservare un importante pozzo di carbonio.
“Un’altra soluzione consiste nel garantire maggiori diritti alle popolazioni indigene nella gestione delle foreste”. Numerosi studi hanno dimostrato che il tasso di deforestazione è molto più basso nelle aree abitate e gestite dalle suddette popolazioni.
“Non è solo il futuro del pianeta che è a rischio, ma il futuro dell’umanità stessa. Da sempre le foreste hanno una profonda influenza sulla nostra memoria collettiva e sulla nostra immaginazione. Dall’Epopea di Gilgamesh alla Divina Commedia di Dante, dalle ninfe della letteratura classica alle fiabe dei Fratelli Grimm e ai boschi sacri dell’Africa, nel nostro anelare il meraviglioso, proiettiamo sulle foreste le nostre paure e le nostre fantasie. Il destino delle foreste sembra essere irrevocabilmente legato al nostro.”
Con le parole di Mahatma Gandhi, “Ciò che stiamo facendo alle foreste del mondo non è altro che un riflesso di ciò che stiamo facendo a noi stessi e gli uni agli altri”.
M.A. Melissari
18 marzo 2024
Lo stato dell’arte