Il #Covid-19 ha accelerato la transizione delle aziende in Italia: digitalizzazione e sostenibilità i pilastri per ripartire

La crisi come catalizzatore: accelerare la trasformazione. Un’indagine globale di Deloitte fotografa l’impatto della pandemia sulle aziende private. Anche in Italia è iniziata la corsa per adeguarsi al nuovo contesto: sulla base della resilienza, circa una su quattro ha puntato su digitalizzazione e sostenibilità per adattarsi alla pandemia

Resilienza e trasformazione aziendale

L’impatto della pandemia da Covid-19 ha impresso un’accelerazione sulle priorità delle aziende private italiane che si trovano in un percorso di trasformazione non solo sul fronte della digitalizzazione (53%), ma anche per quanto riguarda valori e mission aziendale (57%), nonché sostenibilità e impatto ambientale (56%). È questa una delle principali evidenze che emergono dall’indagine compiuta da Deloitte Private su 2.750 leader di aziende private di medie dimensioni nel mondo, tra cui 150 in Italia, che la pandemia ha posto di fronte all’occasione di ripensare e rinnovare se stesse nel loro complesso e di porre l’attenzione su diverse tematiche.
Per comprendere come le aziende del nostro Paese si stiano muovendo in questo contesto, sono state analizzate più in dettaglio le opinioni dei 150 leader italiani intervistati, cercando di cogliere le specificità del nostro tessuto imprenditoriale e le eventuali differenze di percezione e atteggiamenti rispetto al panel globale.
Un primo elemento che emerge dalla ricerca, anche se in ogni modo facilmente intuibile, è che la maggior parte delle aziende italiane intervistate si sta adeguando al nuovo contesto disegnato dalla pandemia da COVID-19. Puntando sulla resilienza e aumentando gli sforzi per trasformare ed evolvere la propria organizzazione, a prescindere dall’area geografica e dalle aree di business, gli imprenditori italiani dichiarano di aver accelerato i propri piani, dalla trasformazione digitale, alle nuove priorità come la sostenibilità. L’impatto della pandemia da COVID-19 ha, infatti, impresso un’accelerazione sulle priorità delle imprese italiane, le quali si trovano in un percorso di trasformazione non solo relativo alla digitalizzazione (53%), ma anche e soprattutto su tematiche quali l’importanza dei valori e della mission aziendale (57%), nonché sulla sostenibilità e l’impatto ambientale (56%).

Affrontare le crisi puntando sulla resilienza
Una caratteristica generale che ha contribuito al successo degli sforzi delle aziende per la loro battaglia contro la pandemia è quella della resilienza, andando oltre i profitti e cercando nuovi modi per crescere e contribuire alla crescita ed al benessere della collettività in modo sostenibile, con ciò rafforzando la fiducia e lealtà dei propri dipendenti, clienti ed ecosistemi circostanti.
L’indagine ha analizzato il livello di resilienza delle imprese valutando sette priorità operative: 1. Strategia (definire il percorso di trasformazione e l’ambizione aziendale), 2. Crescita (porre l’attenzione al cliente,all’innovazione dei prodotti e alla crescita dei ricavi del mercato), 3. Operation (trasformare e modernizzare i processi operativi), 4. Tecnologia (accelerare la trasformazione digitale in tutti gli ambiti funzionali), 5. Lavoro (trasformare il lavoro, la forza lavoro e il luogo di lavoro), 6. Capitale (ottimizzare il capitale circolante, la struttura del capitale e della finanza aziendale); 7. Impatto sociale/ambientale (gestire le risorse ambientali e sociali).
Utilizzando questo mix di indicatori che definisce ad alta, media e bassa resilienza le aziende – le quali rispetto a questi sette parametri si sono auto-valutate posizionandosi su un range che va da 7 a 35 – in Italia le aziende che possono essere definitive a elevata resilienza sono il 31%, a media resilienza il 59% e solo un restante 10% risulta essere a bassa resilienza. Tecnologia (73%), crescita (69%) e operation (68%) sono le tre priorità ritenute imprescindibili dalle aziende stesse per potersi dichiarare resilienti. Al momento, solo una quota ristretta di imprese ha già finalizzato o pienamente implementato azioni per strutturarsi al meglio rispetto a tali priorità, (15% per la tecnologia, 7% per la crescita e per le operation), tuttavia la maggior parte delle imprese dichiara di aver già intrapreso un percorso di implementazione oppure si trova a metà della fase di trasformazione.

Per quanto riguarda il risvolto occupazionale, le imprese italiane intervistate risultano intenzionate a incrementare il numero dei propri collaboratori: quasi un terzo intende coinvolgere nuove risorse con formule di collaborazione anche freelance (29%) mentre l’11% ha pianificato assunzioni a tempo pieno, trasversalmente in tutte le aree aziendali. Solo il 15% dichiara che acquisirà i talenti per specifiche competenze. Per la maggioranza dei leader di impresa italiani (64%) la trasformazione del paradigma del lavoro sarà uno degli elementi cardine per aumentare la resilienza della propria impresa. Come dimostrano i dati, infatti, sono soprattutto le aziende a più alta resilienza ad aver risposto positivamente (73%) all’intenzione di coinvolgere nuovi talenti rispetto a quelle a bassa resilienza (45%).

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L’indagine, non ultimo, sottolinea l’attenzione delle aziende rispetto ai temi di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, mettendo in evidenza non solo quanto questi siano importanti per determinare il carattere di resilienza delle imprese (61%), ma anche come siano entrati a pieno titolo nell’agenda delle aziende italiane intervistate, seppur a differenti livelli: da chi è ancora in fase di implementazione iniziale (41%), a chi a metà processo (35%) o addirittura è matura su queste tematiche (6%). Anche su questo fronte, si rileva una maggiore proattività da parte delle aziende più resilienti.

M. A. Melissari

24 giugno 2021

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