Sostenibilità e innovazione nella moda: il ruolo dell’Upcycling

Milano – “Upcycling Weekend” di Must Had accende i riflettori sul futuro del mondo della moda, un’industria che per diventare veramente più sostenibile dipende dal riutilizzo dei rifiuti che si generano. Parole d’ordine: artigianalità, creatività e circolarità dalla supply chain al consumatore.

“Allungare la vita di un indumento significa prolungare la vita del pianeta”. E’ lo slogan di Must Had, start-up leader italiana dell’upcycling, che organizza in questi giorni l’evento nella sede milanese dello Showroom Guffanti. Nel Milan Upcycling Weekend sono presenti più di duecento prodotti unici realizzati da più di venti Refashion Brand della community di Must Had.

L’industria della moda ha un enorme problema di rifiuti ed è considerata dalle Nazioni Unite uno dei maggiori inquinatori a livello globale. Il numero di capi acquistati ogni anno dal consumatore medio è aumentato del 60% rispetto al 2000 e, secondo il New York Times, quasi i tre quinti di tutti gli indumenti finiscono negli inceneritori o nelle discariche entro un anno dalla produzione.
Ulteriori studi affermano che oggi la persona media indossa un indumento solo sette volte prima di smaltirlo (Wall Street Journal), per una vita media di soli 3 anni (ONU).

Il modello lineare di estrazione, produzione, consumo e scarto ha sempre meno senso in accordo con le previsioni di scarsità di risorse che le generazioni future dovranno affrontare in un futuro non così lontano. Per questo motivo, la start-up ha realizzato un ecosistema digitale la cui missione è promuovere un modello di business circolare che valorizza il know-how di marchi, artigiani o designer che, attraverso una varietà di processi di riciclo, danno nuova vita a capi usati, tessuti di scarto, rimanenze di magazzino o altro materiali di scarto.

L’Upcycling
Nell’industria della moda, infatti, l’upcycling è l’atto di riutilizzare i rifiuti tessili in nuovi prodotti di qualità o valore superiore rispetto all’originale, rivalutando ciò che normalmente sarebbe stato considerato uno spreco. In questo modo si evita la produzione di nuovi materiali e i relativi impatti ambientali come le emissioni di gas serra, l’enorme consumo di acqua ed energia e lo scarico di sostanze chimiche nell’ambiente. Ultimo ma non meno importante, questo approccio rigenerativo riduce anche lo scarico di rifiuti nelle discariche e negli inceneritori.
L’intero principio alla base dell’upcycling, a differenza del recycling, è quello di dare nuova vita a materiali e a capi già esistenti senza distruggerli: è la creatività, in particolare modo, a farli «salire» (up) di livello e rappresentare qualcosa di unico e originale nel guardaroba personale.

I vantaggi dell’upcycling vanno ben oltre la sostenibilità ambientale. Questa tecnica, infatti, contribuisce a sostenere piccoli artigiani, brand e designer, incoraggiando la creatività, l’artigianalità e l’innovazione. “L’estensione della vita dei vestiti di soli nove mesi in più di utilizzo attivo ridurrebbe l’impronta di carbonio, acqua e rifiuti di circa il 20-30% ciascuno”, si legge sul sito della start-up milanese.

Per creare fiducia e lealtà con i clienti, per ogni prodotto presentato nella piattaforma Must Had vengono condivise immagini e informazioni sui rifiuti recuperati, sul processo di rigenerazione e sul marchio refashion. Tutti i capi di abbigliamento e gli accessori presenti su Must Had hanno generalmente una percentuale di materiali recuperati che oscilla tra il 70% e il 100% . Tale percentuale è spesso molto complessa da calcolare con precisione, quindi si lavora con i marchi sulla base di stime e mirando a fluttuare sempre all’interno di questo intervallo per tutti i prodotti. Molti pezzi sulla piattaforma Must Had seguono un metodo di produzione denominato “Pre-ordine” , il che significa che verranno realizzati solo dopo che è stato effettuato un ordine. Questo è il modo più sostenibile di acquistare moda perché i prodotti vengono prodotti solo quando sono necessari, piuttosto che in grandi lotti. In questo modo si previene la sovrapproduzione, riduce la quantità di scarti e garantisce articoli di alta qualità.

Questo evento, volutamente organizzato a ridosso del Black Friday, vuole evidenziare anche a tutti i consumatori il bisogno di un cambio di paradigma dove il desiderio di possedere e acquistare a tutti i costi si sposta verso ciò che già esiste, adottando scelte più consapevoli come il riutilizzo e la rigenerazione.

M. A. Melissari

3 dicembre 2022

Scelte sostenibili – Economia circolare

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