Gaudì: il riciclo creativo in architettura

Gaudì è il genio spagnolo che ha dimostrato un’irripetibile capacità di plasmare la materia, donando a edifici e palazzi forme insolite, sinuose, arabeggianti, tra espressionismo e surrealismo fino al nuovo modernismo spagnolo.

Esperto nell’abbinamento del ferro, del laterizio e della pietra, l’espressione artistica di Gaudì ha pochi eguali nel mondo. Inoltre, l’architetto si è anche distinto per la sua dedizione al recupero e al riutilizzo dei materiali, in vere e proprie opere di riciclo creativo su grande scala, un fatto che ha trovato una delle sue massime espressioni proprio nella Casa Batlló, al civico 43 di Passeig de Gràcia a Barcellona. Su incarico di un industriale tessile, il palazzo venne completamente ridisegnato da Gaudì che lo terminò nel 1907, mantenendone la pianta rettangolare originale, ma rivoluzionandone completamente la facciata frontale: intorno alle finestre esistenti, Gaudì mise forme sinuose e curve, tali da sfidare lo sguardo e la percezione della prospettiva. I motivi, realizzati in pietra arenaria e ferro battuto così da rimandare un vago aspetto gotico, furono arricchiti da dischi di maiolica frammentata, una scelta che ne incrementò la luminosità con dei singolari effetti di rifrazione. La superficie, invece, venne ricoperta con la tecnica del trencadís, ovvero il recupero di frammenti di ceramica e azulejo mescolate a malta. La ceramica venne anche scelta per la parte superiore dell’edificio, per realizzare un tetto che risultasse simile alla pelle squamosa di un rettile.

La casa Batlló è forse l’esempio più alto dell’impiego del trencadís, ovvero il riutilizzo di frammenti di ceramica, vetro, azulejo e maiolica, che da cocci di rifiuto diventano vere e proprie opere d’arte, mosaici di colori che altrimenti non avrebbero avuto modo di vivere in altre forme. Un’attenzione, quella del riciclo creativo, anche con l’impiego di pietre locali, laterizio e ferro, ma anche ceramica, marmo e cemento. Nulla si spreca nell’arte di Gaudì – tutto si eleva, un fatto anche riflesso nella grandissima religiosità dell’architetto – poiché tutto è natura.

Casa Batlló: nel 2005, l’edificio è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, per la sua unicità a livello mondiale.

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