L’Anno che verrà

Tutti insieme per il cambiamento

L’editoriale di Riccardo Bucci

Si avvia alla chiusura questo 2019, un anno davvero difficile sotto tanti aspetti, in particolare per l’ambiente. E’ stato un anno caratterizzato dalle preoccupanti oscillazioni del clima: temperature stagionali troppo alte e nel contempo varie calamità, alluvioni, allagamenti e per contro disgelo dei ghiacciai, siccità, incendi . Purtroppo l’allarme degli scienziati in merito alla crescita della temperatura globale, che sta andando ben oltre quell’1,5°C stabilito come limite massimo alla conferenza mondiale di Parigi del 2015, non ha trovato sufficiente ascolto all’ultima conferenza ONU sul clima appena conclusa a Madrid. Si è conclusa con un nulla di fatto perché i circa 200 Paesi presenti hanno riconosciuto il “bisogno urgente” di agire contro il riscaldamento climatico, ma senza arrivare a un accordo su alcuni punti essenziali e si accontentano di un debole “obbligo” che impegna i Paesi ricchi a decidere nell’arco del prossimo anno di quanto ridurre le emissioni di gas serra. Tutto rimandato quindi all’incontro di Bonn nel 2020.

I cambiamenti climatici hanno sempre interessato la Terra. Fino a qualche secolo fa erano lenti, e dovuti a fenomeni naturali quali ad esempio le oscillazioni dell’asse terrestre, o duravano pochi anni, se dovuti a fenomeni vulcanici. Cosa succede di diverso questa volta? I cambiamenti climatici in corso sono talmente veloci che mettono a rischio la capacità di adattamento della natura e degli esseri viventi. L’influenza delle attività dell’uomo sui cambiamenti climatici è indiscutibile: dall’inizio della rivoluzione industriale, infatti, la concentrazione atmosferica dell’anidride carbonica è aumentata del 40% a causa del massiccio uso di combustibili fossili delle attività umane, la concentrazione del gas metano è cresciuta del 150% e la concentrazione del protossido di azoto è cresciuta del 20%.
Perciò è sempre più importante che siamo noi cittadini dare una “spinta” alle classi dirigenti verso il cambiamento con comportamenti sostenibili e senza perdere la fiducia che questo cambiamento è possibile. Questo per due motivi: intanto noi Italiani siamo famosi perché da sempre abbiamo dimostrato di dare il meglio proprio nelle situazioni di crisi, trovando anche soluzioni creative prima di tutti gli altri. Infatti siamo i primi in Europa ad avere una legge dedicata interamente al clima. L’Italia dunque è già un passo avanti con il #DecretoClima, e la legge #SalvaMare. Non sono certo la soluzione definitiva, ma siamo all’inizi di un cammino che potrà essere arricchito e migliorato anche con il contributo dei cittadini. Perché, come dico sempre, i nostri comportamenti e le nostre scelte responsabili possono influenzare significativamente le strategie di produzione e di mercato delle aziende e, soprattutto, perché nessuno è troppo piccolo per fare la differenza. Si può cominciare subito.

Auguri a tutti di un BUON NATALE e BUON CAPODANNO all’insegna della SOSTENIBILITA’ !

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