Costruire un sapere ambientale

AAAAAAAA

Da molto tempo sostengo che il sapere popolare sia l’espressione primigenia della scienza.

Nella nostra vita quotidiana, anche quando non ne siamo consapevoli, formuliamo spesso teorie, sulla base di ipotesi personali e sociali, e verifichiamo, quindi, se tali teorie sono valide nella pratica. Faccio un esempio molto semplice: quando devo uscire per comprare dei pomodori, utili per una prelibata insalata, mi reco dal fruttivendolo, con l’ipotesi di individuare quelli giusti, ossia teoricamente adatti. Formulo nella mia mente una previsione teorica dell’insalata che andrò a creare, e, ad insalata pronta nel piatto, sarò nelle condizioni di verificare se il risultato è quello che speravo. Come vedete: ipotesi, formulazione della teoria e controllo della teoria nella pratica. Praticamente, ho applicato l’epistemologia di Carl Raimund Popper.

Bene, precisato questo, risulta ora ancora più chiaro come i detti popolari siano l’espressione sintetica di questa primigenia scienza.

Partiamo da questa dichiarazione: “Nessuno di noi nasce imparato“. Questa convinzione è il risultato di millenni di evoluzione, di educazione e di insegnamenti. In poche parole, rappresenta la sintesi esistenziale e antropologica, quindi necessariamente naturale, del rapporto che la nostra specie ha stabilito con lo scorrere del tempo e l’esercizio dell’insegnamento. Parole che racchiudono l’intera saggezza della nostra specie, a qualsiasi latitudine e longitudine essa si trovi, e in qualsiasi periodo storico. Si tratta della sintesi con cui abbiamo costruito il rapporto fra noi stessi e tutto ciò che ci circonda.

Questa locuzione è il frutto di ipotesi e teorie, verificate nell’arco del tempo. Con pazienza, ossia con quella giusta gestione dell’attesa, determinazione e costanza. Perché ogni costruzione, e in questo caso parliamo della costruzione più importante all’interno dell’evoluzione umana, ossia degli esseri umani, può essere tale solo se prolungata nel tempo, cioè quando si trasforma in abitudine.

Ecco perché, specialmente in questo periodo storico mondiale, in cui tutti stiamo tentando di reagire alle indicazioni naturali che ci provengono da Covid-19, è importante ricordare la necessità di stabilire nuove abitudini, e recidere nettamente le vecchie. Un taglio netto, preciso ed inequivocabile. E lo potremo fare solo nel tempo, con un’educazione che costantemente ci allontani da quelle forme di antropocentrismo che ci hanno ultimamente resi disfunzionali, come specie umana, al sistema Natura.

Ogni costruzione avviene mattone su mattone, dalle fondamenta verso il tetto, lentamente e costantemente, con la formulazione di teorie che devono essere confermate nella pratica, altrimenti non sono utili alla vita stessa.

Non si dovrebbe più parlare di educazione ambientale, ma solo e sempre di educazione generale ed universale della specie.

Non esiste nessuna specie senza una terra che la accolga.

di Alessandro Bertirotti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...