Microplastiche rilevate in quattro laghi del Lazio

Lago di Bracciano

Legambiente presenta i dati sulle microplastiche rilevate in quattro laghi del Lazio: Bracciano (una media di 392.401 particelle per chilometro quadrato), Fondi (446.397), Sabaudia (83.437) e Scandarello (7.577 particelle). I campioni, prelevati dai tecnici di Legambiente sono stati poi analizzati dai ricercatori ENEA nei laboratori di Casaccia (Roma).

“Microplastiche in ciascun lago tra quelli monitorati nella nostra Regione.” Commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio. “Nei Laghi di Bracciano e Fondi, i risultati più preoccupanti con concentrazioni medie intorno alle 400mila particelle per chilometro quadrato, oltre ottantamila nel lago di Sabaudia e più di settemila anche nel Lago Scandarello. La presenza di microplastiche è causata inequivocabilmente dall’attività antropica circostante e dall’abbandono dei rifiuti nell’areale degli ecosistemi lacustri. Per affrontare quella che può essere una condizione di pericolo per gli ecosistemi a partire dalla fauna ittica, c’è bisogno di continuare incessantemente con la ricerca, di frenare l’abbandono incivile dei rifiuti con un’attenzione particolare alla plastica monouso, di rendere efficace un ciclo dei rifiuti che troppo spesso lascia spazio a mancata raccolta e a rovinose condizioni territoriali, di lavorare bene con percorsi di riqualificazione ambientale a partire dai contratti di Lago e di garantire la massima tutela degli ecosistemi, dando più forza e possibilità di intervento ai Parchi e alla rete Natura 2000, ove ricadono tutti i tanti laghi della nostra Regione”.

Le microplastiche rappresentano oggi un vero e proprio contaminante emergente, un inquinante ubiquitario, di difficile quantificazione e impossibile da rimuovere totalmente. Per comprendere il rischio ambientale associato alla loro presenza sono però necessari ulteriori dati di abbondanza, sulle fonti, su come migrano da un ambiente all’altro e sugli effetti biologici, soprattutto negli ecosistemi acquatici interni.
L’analisi nel progetto “Goletta dei Laghi, uno studio sulla presenza di microparticelle di plastica nei principali laghi e nei fiumi italiani, condotto da Legambiente in collaborazione con Enea partito nel 2016, ha provato la presenza di microplastiche in tutti i campioni analizzati e ha messo in evidenza il forte contributo degli scarichi urbani non adeguatamente depurati.
I dati sulla presenza e la diffusione delle microplastiche negli ecosistemi delle acque interne raccolti in questi anni consentono di migliorare e approfondire la conoscenza di un fenomeno sempre più diffuso, ma per il quale non esiste ancora una standardizzazione a livello internazionale dei metodi di monitoraggio. L’esperienza maturata ad oggi evidenzia la necessità di avviare campagne stagionali di raccolta secondo un protocollo condiviso di campionamento e metodi di analisi. In questo modo sarà possibile raccogliere e condividere dati utili per la valutazione e gestione del fenomeno delle microplastiche nei bacini lacustri e nella complessa dinamica terra-mare.

E’ importante infine, sottolinea Legambiente, che si estenda anche per laghi e fiumi, il ruolo di indicatori della qualità delle acque alle particelle di plastica (nell’ambito dei monitoraggi effettuati per la direttiva Quadro sulle Acque, 2000/60), così come già avviene per i mari grazie alla direttiva Marine Strategy del 2008. Una lacuna che deve essere necessariamente colmata, visto il crescente inquinamento da plastica e la contaminazione di tutti gli ecosistemi acquatici.

di Redazione

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