Economia Circolare – Il contributo della produzione di materiali alle emissioni di gas serra

Emissioni globali della produzione di materiali: 49 miliardi di tonnellate di Gt CO2 eq – Contributo dell’economia circolare e del riciclo alla decarbonizzazione globale ad oggi: 23%

Si parla molto del contributo dell’economia circolare alla decarbonizzazione dell’economia globale, ma poco di quante emissioni di gas serra genera la produzione di materie prime come metalli, cemento e minerali non metallici, plastica e gomma e biomasse e pochi cittadini ne hanno una idea precisa. Un recente rapporto del Programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) ha focalizzatol’attenzione su questo tema e, in particolare, su come il passaggio a un modello di economia circolare possa contribuire al conseguimento degli obiettivi climatici.

Secondo l’UNEP la produzione di materiali è responsabile di quasi un quarto delle emissioni globali, pari a 11,5 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente (dati 2015).
Guardando ai diversi materiali, il principale contributo in termini di emissioni è dato dalla produzione di metalli (in primis acciaio, ferro e alluminio), che da sola genera quasi 5 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente, seguita dalla produzione di cemento e dei minerali non metallici (4,4 GtCO2eq). A questi settori si aggiunge poi il processo produttivo di plastica e gomma, responsabile di 1,5 GtCO2eq, e la produzione di biomassa e prodotti del legno, che genera quasi un miliardo di tonnellate di CO2eq. Il report contiene anche una analisi dei trend di queste emissioni, cresciute in maniera molto rilevante negli ultimi anni: solamente vent’anni fa le emissioni connesse alla produzione di materiali erano meno della metà del valore più aggiornato e pari a circa il 15% delle emissioni complessive.


Il raggiungimento della neutralità carbonica entro la metà del secolo in corso non sembra, dunque, possibile senza orientare questi processi produttivi alla circular economy. Tuttavia si tratta di industrie produttive ad alta intensità di impiego energetico e di materia prima vergine, per le quali le sole politiche di efficienza energetica e di penetrazione delle fonti rinnovabili non saranno da sole sufficienti. In particolare bisognerebbe puntare prioritariamente sulla sostituzione della materia prima vergine con materia da riciclo; l’impiego di minori quantitativi di materiali; una maggiore resistenza e durabilità dei prodotti; un più facile recupero, il riutilizzo e il riciclo dei materiali attraverso l’ecodesign dei prodotti.
Il report evidenzia, infine, anche il ruolo centrale nella promozione di un nuovo modello di sharing economy che potrebbe contribuire alla riduzione della domanda di materiali grazie a un uso più intensivo del prodotto, sia esso un mezzo di trasporto o un edificio.

di RELOADER onlus – M. A. Melissari

21 ottobre 2020

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