Lazio terza regione italiana per numero di imprese che fanno eco-investimenti

Il futuro dellItalia ha un cuore verde: il 25% delle imprese italiane ha investito in green economy

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I dati del decimo rapporto GREENITALY di Fondazione Symbola e Unioncamere:

  • 432 mila imprese italiane negli ultimi 5 anni hanno investito sulla green economy per superare la crisi e affrontare il futuro in Italia
  • 3,1 milioni di green jobs, il 13,4% degli occupati
  • Lazio terza regione italiana per numero di imprese che effettuano eco-investimenti e per contratti stipulati a green jobs
  • Roma prima tra le province per numero di imprese che investono green e seconda per numero di contratti a green jobs
  • Nel Lazio il differenziale tra il quinquennio (2010-2014) e l’ultimo quinquennio (2015 – 2019) è pari a 13.188 2019
  • Record eco investimenti con 21,5%, dato più alto ultimi 10 anni corrispondente a un valore assoluto di quasi 300 mila imprese e di 7,2 punti superiore a – quanto registrato nel 2011
  • L’occupazione green nel 2018 è cresciuta rispetto al 2017 di oltre 100 mila unità, con un incremento del +3,4% rispetto al +0,5% delle altre figure professionali
  • Energie e talenti da valorizzare anche per la lotta alla crisi climatica: una sfida per l’economia, l’innovazione e un’opportunità per il made in Italy
  • L’Italia è prima in Europa per rifiuti riciclati: il 79% del totale
  • L’Italia è il terzo Paese al mondo, dopo Cina e Giappone e davanti a Spagna, Germania, Francia ma anche Usa, per numero di certificazioni ISO 14001.

Con 40.410 imprese green, il Lazio è al terzo posto in Italia nella graduatoria regionale per numero di imprese che hanno investito o investiranno quest’anno in prodotti e tecnologie verdi.
Passando dal livello regionale a quello provinciale è Roma, con le sue 30.406 imprese green, la provincia più virtuosa del Lazio e la prima in Italia nella graduatoria provinciale per numero di imprese che hanno effettuato o effettueranno eco-investimenti entro l’anno.
Ma i primati della regione non si fermano qui: con 51.261 contratti stipulati a green jobs dalle imprese per il 2019, il 9,8% del totale nazionale, il Lazio è al terzo posto della graduatoria regionale per numero di contratti programmati entro l’anno. Si colloca invece al secondo posto a livello nazionale Roma, per le attivazioni di contratti programmate in provincia, a quota 52.930.

La green economy è stata, in questi anni difficili, la migliore risposta alla crisi, una strada che guarda avanti e affronta le sfide del futuro incrociando la natura profonda della nostra economia: la spinta per la qualità e la bellezza, la coesione sociale, naturali alleate dell’uso efficiente di energia e materia, dell’innovazione, dell’high-tech. Una coraggiosa e vincente evoluzione di sistema avviata ‘dal basso’, che si basa su investimenti e produce lavoro, sostiene la coesione delle comunità e si intreccia con il territorio. In occasione dei dieci anni del Rapporto GreenItaly, si coglie una accelerazione verso il green del sistema imprenditoriale italiano con uno studio su oltre 300 storie di economia circolare. Record di eco investimenti nel 2019, anno in cui la quota raggiunge un valore pari a 21,5%, corrispondente a un valore assoluto di quasi 300 mila imprese e di 7,2 punti superiore a quanto registrato nel 2011.

Una impresa su tre ha imboccato la strada della sostenibilità, 90mila in più dello scorso anno. E questa scelta si traduce in una maggiore produttività e competitività e in più capacità di innovazione e di export. Un dato interessante è che a questa accelerazione stanno contribuendo molto anche le imprese dei giovani under 35, che, nella metà dei casi, hanno puntato sulla greeneconomy. Nei prossimi 5 anni, l’economia circolare e sostenibile offrirà una opportunità di lavoro su 5 sia nel settore privato, sia in quello pubblico. Insomma, la svolta dell’economia italiana verso la sostenibilità e l’ambiente è in pieno svolgimento e l’Italia è in anticipo rispetto alle altre economie europee.

Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola: “È già oggi in campo un’economia più sostenibile e a misura d’uomo che mette insieme innovazione e qualità con valori e coesione sociale; ricerca e tecnologia con design e bellezza, industria 4.0 e antichi saperi. Un modello produttivo e sociale che offre al nostro Paese la possibilità di avere un rilevante ruolo internazionale: già oggi l’Italia è la superpotenza europea nell’economia circolare con il 79% di rifiuti totali avviati a riciclo e presenta un’incidenza ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi Paesi europei: la Francia è al 55%, il Regno Unito al 49%, la Germania al 43%. La green economy italiana è la frontiera più avanzata per cogliere queste opportunità. È un’Italia che fa l’Italia, che non perde la propria anima ed è insieme innovativa e in grado di affrontare le sfide del futuro, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno”.

Le imprese di GreenItaly, incluse le PMI, hanno spinto l’intero sistema produttivo nazionale e il Paese verso una leadership europea nelle performance ambientali. Leadership che fa il paio coi nostri primati internazionali nella competitività. Queste oltre 430 mila imprese hanno dato all’Italia una leadership nella sostenibilità che possiamo misurare constatando che il nostro sistema industriale, con 14,8 tonnellate equivalenti di petrolio per milione di euro prodotto, è il secondo tra quelli dei grandi UE per input energetici per unità di prodotto: dietro alla Gran Bretagna (13,7, che ha però un’economia guidata dalla finanza) ma davanti a Francia (15,6), Spagna (17,3) e Germania (17,8). Stesso discorso per gli input di materia: con 285,9 tonnellate per milione di euro prodotto siamo dietro alla Gran Bretagna (240,1) ma davanti a Francia (340,5), Spagna (355,3) e Germania (399,1). Siamo i più efficienti nella riduzione di rifiuti: le nostre imprese ne producono 43,2 tonnellate per milione di euro, quelle spagnole 54,7, quelle britanniche 63,7, le tedesche 67,4 e le francesi 77,4. Oltre ai rifiuti le emissioni climalteranti: con 97,3 tonnellate di CO₂ equivalenti ogni milione di euro, fanno meglio di noi Francia (80,9, forte del nucleare) e Regno unito (95,1) mentre distanziamo Spagna (125,5) e soprattutto Germania (127,8). L’attenzione delle imprese all’ambiente si legge anche nella crescita dei brevetti green in Italia: complessivamente 3.500 (10% dei brevetti europei). Con un aumento del 22% nel periodo 2006-2015, e una dinamica in controtendenza rispetto ai brevetti in generale. L’Italia è il terzo Paese al mondo, dopo Cina e Giappone e davanti a Spagna, Germania, Francia ma anche Usa, per numero di certificazioni ISO 14001.

I protagonisti laziali della sostenibilità citati in GreenItaly: Agricoltura Nuova – Soc. Cooperativa Sociale Agricola Integrata, ANCE- Associazione Nazionale Costruttori Edili, Assobioplastiche, Associazione nazionale bonifiche, Birra Alta Quota, Ceramica Globo, Coldiretti – Confederazione Nazionale, CONAI – Consorzio Nazionale imballaggi, CRESME RICERCHE SPA, Daimler Italia, ENEA, ENEL SPA, Enel X, ENI SPA, Federchimica, Federforeste, Federparchi, Fondazione Campagna Amica, FORD ITALIA SPA, FORMEDIL – Ente per la Formazione e l’addestramento professionale nell’edilizia, GREENPEACE ITALIA, IMB – Industria Monouso Beneventana, ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DEL LAZIO E DELLA TOSCANA M. ALEANDRI, Jaguar Italia, Johnson Controls, Lav – Lega Anti Vivisezione, Legambiente, Marevivo Onlus, Ministero Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Nissan Italia, Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori di Roma e Provincia, Scenari Immobiliari, SLAMP, SPAM, Terna S.p.A. – Rete Elettrica Nazionale, Università di Roma “La Sapienza”, WWF Italia.

di RELOADER Onlus – M. A. Melissari

30 ottobre 2020

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