Giornata della Terra 2021: dedicata alla biodiversità e alla transizione ecologica

Una maratona multimediale di interventi, organizzata da EarthDay Italia sul canale televisivo digitale RaiPlay, ha come titolo #OnePeopleOnePlanet

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La Maratona multimediale di Earth Day Italia

Oggi ricorre la 51ma Giornata mondiale della Terra, istituita nel 1969 dalle Nazioni Unite per celebrare l’ambiente e la salvaguardia del pianeta. Nel corso degli anni la partecipazione internazionale all’Earth Day è cresciuta, superando oltre il miliardo di persone in tutto il mondo. L’Earth Day di quest’anno è dedicato al tema della perdita della diversità biologica e dell’estinzione delle specie. Gli obiettivi dell’iniziativa sono: informare e sensibilizzare i cittadini sull’accelerazione del tasso di estinzione di milioni di specie e sulle cause e le conseguenze di questo fenomeno; raggiungere importanti risultati politici in termini di protezione di ampi gruppi di specie, nonché di singole specie e dei loro habitat; costruire e attivare un movimento globale che abbracci la tutela della natura e dei suoi valori; incoraggiare azioni individuali, come l’adozione di una dieta sostenibile, basata su alimenti ottenuti senza l’uso di antiparassitari, insetticidi ed erbicidi.

I dati mostrano che oggi, a livello globale, le emissioni di CO sono di nuovo al di sopra dei livelli pre-pandemia, considerando che per mantenere il surriscaldamento globale entro 1,5°C, bisognerebbe ridurre drasticamente le emissioni del 45% entro il 2030. La crisi in cui la pandemia ha gettato l’economia mondiale non ha fatto altro che dare ulteriore evidenza, qualora ce ne fosse bisogno, al fatto che il nostro modello di sviluppo è tutt’altro che sostenibile.

EarthDay Italia offre un palinsesto di 13 ore di diretta streaming: la diretta televisiva dalle 7:30 del mattino del 22 aprile proseguirà ininterrottamente fino alle 20:30. #OnePeopleOnePlanet si collegherà con numerosi programmi delle tante reti radiofoniche e televisive della RAI. In diretta e on demand sulla piattaforma http://www.onepeopleoneplanet.it e vi saranno contributi di varie associazioni, istituzioni, esponenti e testimonial del mondo della scienza, della cultura, dell’arte, dello sport, dello spettacolo. Ecco due focus importanti.

Transizione Ecologica occasione storica per una nuova Economia
Il pianeta non ha più risorse da mettere a disposizione. L’Earth Overshoot Day, il giorno in cui l’umanità consuma le risorse che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno, cade sempre prima. Nel 2020 è caduto il 22 agosto, nel 1971 cadeva il 21 dicembre. Praticamente servirebbe un pianeta e mezzo per sostenere le nostre attività.
Gli scienziati inoltre da tempo ci dicono che se non smetteremo di emettere CO2 nell’atmosfera il riscaldamento globale, comunque in atto, potrebbe raggiungere livelli tali da causare effetti irreversibili e permanenti per la sopravvivenza di interi ecosistemi.
Stiamo distruggendo il pianeta inseguendo un benessere che è tutt’altro che universale, anzi, la forbice delle disuguaglianze sta aumentando se pensiamo che l’1% più ricco della popolazione mondiale detiene la stessa ricchezza del restante 99% e che una manciata di uomini, i 62 uomini più ricchi del mondo, ha ricchezza equivalente a quella di metà della popolazione mondiale.
Basta un altro paradosso, ancor più drammatico e concreto, a mostrare come il re sia nudo.
90 milioni di persone soffrono la fame e se a queste si aggiungono quelle che non hanno accesso a una dieta sana o nutriente arriviamo a circa 2 miliardi di persone che affrontano livelli moderati o gravi di insicurezza alimentare. Dall’altra parte 1,4 miliardi di adulti ha problemi di eccesso di peso, mezzo miliardo è clinicamente obeso.
Come siamo arrivati a questo? È chiaro che l’economia basata sulla massimizzazione profitto non si sta rivelando al servizio dell’uomo, ma al servizio di sé stessa.
L’impressionate accelerazione della crisi climatica, assieme alla progressiva presa di coscienza sui drammatici errori di un’economia predatoria, stanno imponendo l’urgenza di uno sviluppo realmente sostenibile e attento alla qualità della vita.
Joe Biden, Ursula von der Leyen, Mario Draghi, sono solo alcuni dei leader mondiali che hanno posto al centro della propria agenda di governo una transizione ecologica capace di cambiare le regole dell’economia globale. Senza dimenticare il magistero di Papa Francesco che con encicliche come Laudato Si’ e Fratelli Tutti ha dato forza e prospettive al ruolo di tanti economisti illuminati, oggi indispensabili alla transizione in atto.
Siamo dunque davanti ad un’occasione storica per restituire al sistema economico mondiale la sua originaria missione di sostegno all’uomo. Forse l’ultima.
La presidenza del G20 e la co-organizzazione della Cop 26 conferiscono quest’anno al nostro paese centralità sullo scacchiere internazionale imponendo la responsabilità discutere seriamente di scelte essenziali per riportare il mondo su un sentiero di sviluppo sostenibile.
Il talk sarà occasione per mettere in discussione, partendo dalle opportunità offerte dal Green Deal Europeo e dalla transizione ecologica, il nostro modello di sviluppo, passando da un sistema economico basato esclusivamente sulla massimizzazione del profitto, ad una Nuova Economia che, pur non rinnegando la vocazione profit dell’impresa, affianchi ad essa i principi della reciprocità e della fraternità e la ponga in relazione con il territorio per valutare le ricadute ambientali e sociali dell’attività stessa.

Futura – L’innovazione disegna il nostro domani
Se le tre precedenti rivoluzioni industriali ci hanno insegnato qualcosa è che il progresso tecnologico non coincide affatto con uno sviluppo integrale dell’uomo. Di fronte a questa impressionante accelerazione tecnologica diventa quindi necessario e urgente considerare il giusto ruolo dell’innovazione e cominciare a progettare il nostro futuro secondo criteri più rispettosi dell’umanità e del pianeta. Deve nascere una vera propria cultura dell’innovazione che permetta all’intera società di partecipare attivamente e consapevolmente a quello sviluppo tecnologico attraverso il quale progettiamo il nostro domani.
L’innovazione comporta il superamento di limiti oltre i quali la nostra vita sarà inevitabilmente diversa e rappresenta pertanto il processo attraverso il quale ci ridefiniamo anche attraverso le generazioni. Non è accettabile lasciare che la tecnica faccia tutto questo da sola avendo come unico interlocutore l’industria e la finanza. La vera sfida è allora quella di socializzare il nostro futuro tecnologico affinché l’innovazione contribuisca veramente alla costruzione di un pianeta più sano e di una umanità più felice.

di Redazione

22 Aprile 2021

Lo stato dell’arte

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