La Rotta di Enea, viaggio tra archeologia e natura, è itinerario culturale certificato dal Consiglio d’Europa

Il mitico viaggio dell’eroe troiano, cantato da Virgilio e protagonista del mito delle origini di Roma, è il 45° itinerario culturale riconosciuto a livello europeo. Il primo nel 1987 è stato il Cammino di Santiago. Attraversa 5 paesi mediterranei (Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia) in un percorso che in Italia interessa 6 Regioni: Puglia, Sicilia, Calabria, Campania e Lazio.

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Il 21 maggio scorso la Rotta di Enea, il mitico viaggio dell’eroe troiano cantato da Virgilio da Troia alle coste laziali, attraverso 5 Paesi, è entrata nel “gotha” degli itinerari certificati dal Consiglio d’ Europa. Sono così diventati 45 gli itinerari certificati (il primo è stato il Cammino di Santiago nel 1987) che invitano alla scoperta di un patrimonio costituito da testimonianze archeologiche, religiose, artistiche e da siti di valore naturalistico. La certificazione del Consiglio d’Europa è rilasciata a reti che promuovono la cultura, la storia e la memoria europee condivise. Queste rotte devono anche corrispondere ad alcuni valori fondamentali promossi dal Consiglio d’Europa come democrazia, diritti umani, scambi interculturali.

L’itinerario, che attraversa i paesaggi del Mediterraneo, è stato promosso nel 2018 dall’Associazione Rotta di Enea, in collaborazione con il Comune di Edremit (Turchia), con la fondazione Lavinium (Italia) e con numerosi enti e istituzioni a livello internazionale.
L’itinerario parte da Troia per arrivare a Roma attraversando 5 Paesi: Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia. Il percorso si snoda intorno a 21 tappe principali, che toccano 6 Siti Unesco (Troia, Delo, Butrinto, Monte Etna, Cartagine, Parco del Cilento e Vallo di Diano), 3 Parchi nazionali (Monte Ida in Turchia, Parco Nazionale di Butrinto in Albania e Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in Italia sulla costa tirrenica), per arrivare nell’area metropolitana di Roma, città simbolo della comunanza mediterranea e dell’Unione Europea a partire dai Trattati di Roma del 1956. In Italia tocca 5 regioni: Puglia, Sicilia, Calabria, Campania e Lazio.

I principali siti che costituiscono l’itinerario turistico-archeologico -culturale di Enea sono: Troia, Antandros e il Parco Nazionale del Monte Ida, Ainos-Enez (Turchia), Delos, Creta e Lefkada (Grecia), Butrinto (Albania), Castro (Puglia), Crotone-Hera Lacinia (Calabria), Trapani-Erice-Segesta (Sicilia), Cartagine (Tunisia), Palinuro e Cuma-Pozzuoli, (Campania), Gaeta e Lavinium (Lazio), fino a Roma, dove Enea incontra Evandro, il re del villaggio sul Palatino.
La Rotta di Enea coinvolge il Mediterraneo centro-orientale, tutte le Regioni del Mezzogiorno continentale e la Sicilia configurandosi come un progetto per il rilancio della cultura e dell’economia del mare e come una strategia complessiva per la valorizzazione di tutta la costa dell’Italia meridionale e centrale, dei suoi patrimoni archeologici e paesaggistici e delle sue produzioni di qualità.

La partenza: Troia, Monte Ida e Antandros (Turchia)
Troia (Ilios) ha festeggiato nel 2018 il ventennale dell’inserimento dell’area nella lista dei Siti Unesco. Si tratta di una meta irrinunciabile per visitare uno dei luoghi archeologici più ricchi di fascino e direttamente legato all’Iliade e alla mitica figura di Omero. Oltre alla complessa stratigrafia della città, il sito di Troia si è arricchito dalla fine del 2018 di uno straordinario museo archeologico che custodisce la maggiore collezione scultorea e iconografica al mondo dei luoghi e dei personaggi mitici dell’Iliade.
Meno conosciuto ma di straordinario fascino è il Parco Nazionale del Monte Ida, ricco di cascate e di vegetazione lussureggiante, un secondo Olimpo, dove il padre di Enea, Anchise, ha incontrato Afrodite. .
A nord di Edremit è infine il sito archeologico di Antandros. Si tratta di una recente scoperta: sono stati rinvenuti una necropoli e una villa romana di epoca imperiale con splendidi mosaici. Ancora da scavare è l’area urbana della località da cui secondo Virgilio salpò Enea.

Il punto d’arrivo a Lavinium
L’antica città di Lavinum (oggi Pratica di Mare, Pomezia) è stata oggetto di scavi archeologici negli ultimi decenni del secolo scorso, che hanno portato in luce tratti del circuito murario, abitazioni, aree produttive e un grande tempio nel Foro. Sono stati scoperti due santuari: il primo, un santuario dedicato a Minerva, ha restituito straordinari reperti, fra cui un centinaio di statue in terracotta (note come “fanciulle di Lavinium”), raffiguranti la divinità e rappresentazioni simboliche degli offerenti, databili in un arco di tempo compreso fra l’inizio del V e la fine del III sec. a.C.; l’altro con tredici altari allineati eretti fra il VI e il IV sec. a.C.; a quest’ultima area sacra è connesso un tumulo monumentale in cui è stata riconosciuta la tomba di Enea. Lavinium fu considerata anche il luogo delle origini del popolo romano e Romolo, il fondatore di Roma, aveva le sue origini, dopo quattro secoli, dalla medesima stirpe di Enea, il cui figlio Ascanio fondò la mitica città di Albalonga.

Paolo Serra

26 maggio 2021

Turismo e sostenibilità

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