Dagli ulivi all’ombra del Colosseo, ritorna l’olio dell’antica Roma

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All’interno del più grande tesoro culturale italiano, il Parco archeologico del Colosseo, da due anni gli oltre 200 alberi di olivo presenti nell’area archeologica, curati dalla cooperativa Op Latium di Coldiretti Lazio – dalla potatura alla raccolta, fino alla trasformazione e all’imbottigliamento – hanno prodotto un olio extravergine di altissima qualità, l’antico olio dei Romani.
L’olio estratto, chiamato “Palatinum” è identificato da un’apposita etichetta creata per l’occasione, ispirata agli affreschi della Casa dei Grifi sul Palatino.

Un progetto nato per valorizzare il legame storico tra la produzione di olio e gli antichi Romani a pochi giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del via libera a livello nazionale della prima denominazione “Olio di Roma” per la quale è stata richiesta la registrazione alla Commissione europea come indicazione geografica protetta. Un obiettivo che è soprattutto culturale, ovvero quello di dimostrare ancora una volta la leadership dell’Italia in un panorama olivicolo internazionale, in cui il nostro Paese è protagonista dalla storia degli antichi romani, con oli di qualità.

“Il progetto Palatinum – spiega Coldiretti Lazio – è molto ambizioso e si propone di valorizzare questo straordinario patrimonio olivicolo che è all’interno del Parco Archeologico del Colosseo, forse il più grande tesoro culturale d’Italia, meta più visitata nel nostro Paese con 7,5 milioni di turisti all’anno. L’italia è leader mondiale nel turismo enogastronomici che vale oltre 5 miliardi con il 55% degli italiani che ha il cibo come principale motivazione di viaggio. Abbiamo raggiunto in questi giorni un altro grandissimo obiettivo: l’olio che nasce come l’antico olio dei romani, è diventato anche un Igp regionale, che si chiama “Roma” e sarà disponibile già per la prossima stagione”.

L’Olio Roma IGP potrà essere prodotto in gran parte del territorio regionale. Le varietà che concorrono all’IGP Olio di Roma da sole o congiuntamente sono Itrana, Carboncella, Moraiolo, Caninese, Salviana, Rosciola, Marina, Sirole, Maurino Pendolino, Frantoio e Leccino per un minimo dell’80 %. Sono ammesse altre varietà, di cui al registro nazionale delle varietà di piante da frutto ammesse alla commercializzazione, istituito dal D.Lgs 25 giugno 2010 n. 124, fino ad un massimo del 20 %. (eurodop.it)

La denominazione Olio di Roma Igp riguarderà 316 comuni del Lazio: 107 nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale, 27 in provincia di Latina, 35 in provincia di Rieti, 60 in provincia di Viterbo, 87 in provincia di Frosinone per una produzione totale di circa 75.000 tonnellate di olive e 10.550 tonnellate di olio ogni anno, per un valore economico complessivo di quasi 52 milioni di euro.
La ricetta dell’enogastronomia, turismo e cultura, secondo Coldiretti, è dunque un asset vincente per il nostro Paese e punta a trovare una sintesi come attrattore per quelle che saranno le opportunità ai tempi del Recovery Fund.

di Redazione

28 maggio 2021

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