Un nuovo modello di Contarina a sostegno del riutilizzo

Per la massimizzazione dei beni durevoli da destinare al Riutilizzo e alla Preparazione per il Riutilizzo è necessaria un’azione che operi su scala locale. Questa è l’idea che ha portato Contarina S.p.A., società in house providing che si occupa della gestione dei rifiuti nei 49 Comuni aderenti al Consiglio di Bacino Priula all’interno della provincia di Treviso, e Occhio del Riciclone a elaborare il Modello di Riutilizzo. Esposto in precedenza all’interno del Rapporto Nazionale sul Riutilizzo 2021, Contarina l’ha presentato a Ecomondo 2021.

Il Modello si basa sul riconoscimento delle Economie del Riutilizzo già esistenti, sulla sinergia con cui lavorano con Enti di Governo d’Ambito, Amministrazioni locali e Soggetti Gestori che si occupano di raccolta dei rifiuti, ma si basa anche sulla misurazione delle performance e sul modo in cui si adattano agli standard operativi e alle innovazioni in vista del raggiungimento degli obiettivi ambientali. Secondo quanto proposto dal Modello di Riutilizzo, gli operatori locali e gli stakeholder coinvolti (che vanno dagli operatori dell’usato ai consumatori di beni usati) sono convocati in consultazioni che hanno come obiettivo quello di far emergere realtà, dubbi e difficoltà dei soggetti interessati in relazione agli obiettivi ambientali. Lo scopo del modello è quindi quello di creare un equilibrio di diritti e doveri e questo è possibile grazie all’attivazione di 13 interventi descritti al suo interno.

FLUSSO DI BENI USATI E RIFIUTI RIUTILIZZABILI IN UNA FILIERA MATURA
Fonte: Modello di Massimizzazione del Riutilizzo su scala territoriale di Contarina & Occhio del Riciclone Italia

A monte di tutti gli interventi è prevista la creazione di un albo locale degli operatori dell’usato. Attraverso l’iscrizione all’albo, l’operatore aderisce a un particolare schema di diritti e doveri che incanala la sua attività verso determinati “standard di comportamento e sistemi di misurazione” al fine di renderlo compatibile sia con la normativa di riferimento sia con gli obiettivi ambientali e sociali da perseguire. L’albo è quindi la base, il “perno” sul quale tutto il Modello trova il suo equilibrio. Al suo interno rientrano operatori dell’usato generalisti o specializzati che trattino beni non pregiati, così come gli operatori che svolgono un’attività riconducibile alla prevenzione dei rifiuti o alla Preparazione per il Riutilizzo, mentre rimangono escluse altre attività come quelle degli antiquari.

Un interessante intervento su cui focalizzare l’attenzione riguarda lo stanziamento di incentivi agli operatori dell’usato per favorire le imprese dal punto di vista economico con contributi e agevolazioni, incoraggiando tale attività. In questo modo, gli operatori sono maggiormente stimolati a collaborare con l’amministrazione locale per raggiungere risultati ambientali sempre più promettenti. L’obiettivo è quindi quello di favorire, mediante la previsione di incentivi, il prosperare delle attività che si occupano di second hand. I contributi che possono essere riconosciuti dal Soggetto Gestore del servizio di raccolta nei confronti dell’operatore dell’usato (inseriti tra i “costi operativi di gestione”) sono proporzionali ai volumi realizzati, sulla base di peculiari criteri di misurazione e rendicontazione, al fine di permettergli di raggiungere più facilmente l’equilibrio economico. L’applicazione dei contributi è più semplice nei territori in cui è previsto un sistema di tariffazione puntuale e, finché il metodo previsto dal Modello di Riutilizzo non sarà attivo, agli operatori dell’usato possono essere applicate altre forme di agevolazione tariffaria come ad esempio:

  • La riduzione della tariffa rifiuti in relazione alla superficie utilizzata per l’esposizione della merce riconducibile a prevenzione e riutilizzo nei negozi dell’usato regolarmente iscritti all’Albo locale degli operatori del Riutilizzo;
  • La riduzione della tariffa rifiuti per i mercatali a ruolo come categoria merceologica di operatori dell’usato oppure la totale esenzione dalla tariffa per i mercati che non producano rifiuti o donino l’invenduto al termine dell’attività.

Il Modello di Riutilizzo prevede l’applicazione di agevolazioni tariffarie non soltanto per gli operatori dell’usato, ma anche per gli utenti virtuosi che ricorrono ai sistemi di riutilizzo. Aretha Dotta, responsabile dell’ottimizzazione dei processi in Contarina S.p.A, ha dichiarato a Leotron che “attualmente la tariffazione puntuale è l’unico sistema che permette di raggiungere una buona percentuale di raccolta differenziata, poiché con questo sistema gli utenti hanno più stimoli per differenziare. Il nuovo Modello di Riutilizzo punta, in qualche modo, a riconoscere il merito alle persone che acquistando oggetti usati e conferendoli nei canali corretti producono meno rifiuto secco indifferenziato”. In merito all’istituzione dell’Albo, Aretha Dotta ha precisato che gli operatori dell’usato aderenti “accetteranno di rendicontare e tracciare il ciclo di vita del prodotto e la sua destinazione finale”.

Per il riutilizzo e la preparazione per il riutilizzo i centri di raccolta comunali, o EcoCentri, e le raccolte domiciliari di ingombranti saranno snodi particolarmente importanti. Aretha Dotta riferisce che nel territorio gestito da Contarina “circa un quarto dei rifiuti prodotti dagli utenti finisce negli ecocentri”. E’ quindi indispensabile, dice la Dotta, “formare il personale perché sia in grado di riconoscere i rifiuti recuperabili da quelli che non lo sono”. “Attrezzeremo gli ecocentri perché possano intercettare i beni e partiremo in base alle disponibilità di spazio del territorio. Ovviamente, proveremo ad attuare questa idea in pochi EcoCentri e se riscontriamo buona funzionalità la allargheremo su tutto il territorio”. Su questo argomento Pietro Luppi, uno degli elaboratori del modello, ha specificato che “ai fini dell’efficienza e della trasparenza è importante far sì che i flussi da destinare a preparazione per il riutilizzo siano adeguati sia in termini di quantità che di qualità, e che in nessun punto del sistema nascano flussi paralleli e incontrollati”.

Per quanto riguarda le raccolte a domicilio, l’esponente il referente di Contarina riferisce che: “attualmente avviene una prenotazione telefonica o tramite contatto e-mail ma stiamo organizzando le chiamate in modo da poterle deviare a esperti che abbiano conoscenze e competenze per rispondere a domande specifiche al fine di valutare se il rifiuto può essere riutilizzato”.

Contarina opera in territorio trevigiano e detiene una parte di quote di un’azienda che gestisce il servizio rifiuti nel bellunese ma, dice la Dotta “Speriamo di estendere poco a poco il sistema a tutto il territorio italiano. Io e Pietro Luppi abbiamo ipotizzato che nel 2022 venga fatto un censimento del mondo dell’usato sul territorio gestito da Contarina e che tutte le categorie del settore vengano coinvolte in un processo di consultazione. A partire da questo contiamo di stabilire degli accordi di programma entro fine 2022 in modo da partire nel 2023”.

Alessandro Giuliani – Leotron, Gli specialisti della seconhand economy

18 dicembre 2021

Second life – Economia circolare

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