Parliamo di Mare e di economia blu sostenibile

Buone notizie: il Ministero della Transizione Ecologica e l’ISPRA insieme in un progetto nell’ambito del PNRR per il ripristino dei fondali e degli habitat marini degradati, in collaborazione con lo Stato Maggiore della Marina Militare e dalla Direzione degli Armamenti Navali – NAVARM. 400 milioni di euro per interventi a favore dell’economia blu sostenibile.

Salvare gli oceani per salvare il pianeta: la vita sulla terra dipende dal Mare che la ricopre per più di due terzi e si trova a rischio sopravvivenza. Di conseguenza lo è anche la Terra la cui sopravvivenza è strettamente connessa a quella dei mari. Sappiamo già che, soffocati da milioni e milioni di tonnellate di rifiuti, acidificati (un aumento di circa il 30%) a causa del fondamentale lavoro di assorbire la CO2 presente in atmosfera sempre in crescita a causa delle attività umane, sempre più caldi per l’altro fondamentale lavoro di assorbimento di oltre il 90% del calore in eccesso intrappolato dai gas serra che ci protegge da aumenti di temperatura ancora maggiori a causa dei cambiamenti climatici, sono sempre più depauperati di risorse e di biodiversità. La conseguenza di tutto questo la si può toccare cona mano: la flora e la fauna marina ne sono modificate in forma sensibile, le specie soffrono, si modificano le funzioni e i comportamenti, diminuiscono in misura anomala le popolazioni o addirittura vengono perse.

Con la firma del protocollo d’intesa tra il MiTE e l’ISPRA prende il via l’investimento M2C4-3.5 del PNRR “Ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini”, che consentirà al nostro Paese di rafforzare le capacità di osservazione degli ecosistemi marini e attuare una campagna di recupero e restauro degli habitat marini degradati dalla pressione antropica.
Il progetto, inserito nella missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, prevede un investimento complessivo di 400 milioni di euro per i mari italiani, in linea con gli obiettivi fissati dalla Strategia europea per il 2030 sulla biodiversità e le misure previste dalla Strategia per l’ambiente marino. Il piano contempla interventi su vasta scala per il ripristino e la tutela dei fondali e degli habitat marini per invertire la tendenza al degrado degli ecosistemi del Mediterraneo e favorire il mantenimento e la sostenibilità di attività fondamentali non solo per le zone costiere, ma anche per filiere produttive essenziali come quelle della pesca, del turismo e dell’economia blu sostenibile.

Il protocollo d’intesa stabilisce le forme di collaborazione tra il Ministero della Transizione ecologica e l’ISPRA per il raggiungimento degli obiettivi del progetto attraverso le seguenti azioni:

  • realizzazione di sistemi di osservazione degli ecosistemi marini e marino-costieri;
  • mappatura delle praterie di Posidonia e degli habitat di interesse comunitario;
  • attività di ripristino ecologico dei fondali e degli habitat marini;
  • attuazione di misure di tutela.

Nell’ambito del piano si dà avvio alle attività di progettazione e realizzazione della nuova unità navale multipurpose, che sarà a disposizione dell’ISPRA per le attività di ricerca scientifica ed ambientale nel mar Mediterraneo ed in particolare per il monitoraggio dei fondali e degli habitat marini. Il contratto di acquisizione verrà assicurato dall’ISPRA in qualità di stazione appaltante con il supporto di NAVARM per le attività di procurement, sia in fase di contrattualizzazione (elaborazione specifiche tecniche, procedimento di gara, aggiudicazione, etc.) che di controllo costruzione.
L’unità navale rappresenta il principale investimento in infrastrutture previsto dal progetto: sarà dotata delle più moderne tecnologie disponibili nell’ambito della ricerca idro-oceanografica tra cui una torre a prua con stazione meteo e laboratorio per il monitoraggio della qualità dell’aria, oltre 100 metri quadrati di superficie destinata a laboratori per l’analisi dei campioni e oltre 50 metri quadrati di superficie destinati all’elaborazione dei dati scientifici. Sarà in grado di ospitare venti tecnici/ricercatori e venti membri dell’equipaggio, avrà un’autonomia di trenta giorni e una propulsione full electric con capacità di mantenimento della posizione (Dynamic Positioning). Particolare attenzione sarà dedicata all’impatto sull’ambiente, con l’acquisizione della certificazione “Green Plus”, e ai bassi livelli di rumorosità per il monitoraggio del rumore sottomarino.

Si parte dunque verso il recupero di un mare più sano e non è certo troppo presto, perché è nel mare che si è originata la vita sul pianeta, perché il mare fa parte di noi, del nostro genoma e della nostra storia e delle nostre leggende e perché il mare ha lunga memoria.

M. A. Melissari

26 dicembre 2021

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