Proteggere gli Oceani: non si può più rimandare

Il cambiamento climatico minaccia anche l’Antartico, casa dei pinguini e di oltre 9.000 specie

La salute degli oceani è a un punto di non ritorno e il Polo Sud è tra le aree più in pericolo. Gli Oceani non sono solo meravigliosi e pieni di vita, ma ci aiutano anche contro l’emergenza climatica che è la nuova minaccia per il mare: l’oceano, più caldo e più acido, sta diventando un habitat in cui è sempre più difficile sopravvivere.
In Antartide sono a rischio un terzo delle piattaforme di ghiaccio: i cambiamenti climatici oggi rappresentano una seria minaccia per l’ecosistema antartico, in cui le temperature sulla costa occidentale sono aumentate di 3 gradi in più rispetto all’epoca preindustriale nella seconda metà del XX secolo, cinque volte la media mondiale.

L’Antartide è più freddo dell’Artide per la sua configurazione geografica e per la differente distribuzione fra terre emerse e mari che c’è fra l’emisfero australe e l’emisfero boreale. Queste condizioni hanno portato ad un lento accumulo di ghiaccio che forma la calotta che ricopre il continente, lasciando libere solo le cime delle montagne. Il ghiaccio dell’Antartide (estensione: 14,2 milioni di kmq) rappresenta circa il 70% di tutta l’acqua dolce della Terra, copre il 98% del continente e in alcuni punti è spesso 5 km.

Krill

La base della catena alimentare nell’Antartico (Estensione: 14,2 milioni di kmq) è costituita dal krill, un termine con cui viene indicato un gruppo di piccoli crostacei simili a gamberetti, di cui esistono nel Mondo 85 specie, ma solo 11 nelle acque antartiche. Questo gamberetto di importanza ecologica fondamentale e di circa 5 cm è il cibo per molti degli animali che vivono in questo continente, dalle balene, alle foche fino agli uccelli marini.

Dagli anni Settanta si è però assistito a una drastica riduzione di questi micro-crostacei perché la popolazione del krill di un dato anno dipende da quanto è durato il ghiaccio marino l’anno precedente. Trovando infatti rifugio e cibo nella parte inferiore dei ghiacciai marini, il piccolo crostaceo lega gran parte del suo ciclo biologico alla presenza di ghiaccio. Così i cambiamenti climatici, uniti al problema della pesca intensiva, ne stanno causando una rapida diminuzione. Se da un lato il surriscaldamento globale sta causando una sempre maggiore riduzione di ghiaccio, con i rischi delle conseguenze sopra esposte, dall’altra le modificazioni dell’ecosistema in questione si ripercuotono a loro volta sul sistema globale. Un primo effetto sarebbe rappresentato dall’innalzamento progressivo ma inesorabile del livello dei mari con il conseguente pericolo per i litorali e le isole di essere sommersi. E se la temperatura media continuasse ad aumentare, si potrebbe assistere a una drastica diminuzione anche di gran parte delle specie animali presenti nei diversi ecosistemi, come per esempio l’acciuga antartica, che rappresentano un’altra fonte di nutrimento per predatori di grande dimensione e importanza ecologica fondamentale.

I Pinguini e gli altri animali
La maggior parte della popolazione del pinguino dell’Antartico si riproduce sull’isola Zavodoski nelle Sandwich australi, in cui la presenza di un vulcano attivo con le fumarole, mantiene i pendii liberi da neve e ghiaccio e i pinguini possono iniziare precocemente la riproduzione.
Oltre alle varie specie di pinguini, simbolo dell’Antartico, balene, foche e altri uccelli marini costituiscono la fauna dell’Antartide. Nel corso degli ultimi due secoli, la caccia alle balene ha messo a rischio la sopravvivenza di molte specie. Anche foche, otarie e pinguini vennero massacrati per ricavare pellicce, olio e grasso. Nel 1965 erano state uccise complessivamente 175.000 balene e alla fine della caccia solo l’1% delle popolazioni di balenottere azzurre, balene franche e megattere era sopravvissuta.

Greenpeace ha lanciato una campagna per proteggere gli Oceani che perdono in biodiversità e ospitano ormai sempre più specie a rischio. Ecco cosa si legge sulla pagina della campagna.

Non si può nuotare per sempre
Non esiste predatore terrestre più grande sul Pianeta. Eppure oggi, l’orso polare – simbolo dell’Artico – è costretto ad affrontare il nemico più pericoloso di sempre: l’emergenza climatica. Se il ghiaccio del Polo Nord si scioglie e si allontana sempre di più, gli orsi polari per cacciare sono costretti a nuotare, ancora e ancora… Nessun orso può nuotare per sempre.

Alla ricerca di un nuovo habitat
I pesci pagliaccio dipendono dagli anemoni delle barriere coralline per difendersi dai predatori e riprodursi. In cambio, mantengono il loro ospite in salute. Un equilibrio perfetto! Ma l’acidificazione e l’aumento delle temperature delle acque minacciano ora l’habitat del pesce pagliaccio. Crisi climatica: una delle cause del declino del 60% delle barriere coralline!

1 su 1.000 ce la fa
Innalzamento del livello del mare ed eventi meteorologici estremi minacciano le spiagge dove nidificano. L’aumento delle temperature rischia di far diminuire le nascite di esemplari maschi, con conseguenze sulla riproduzione. La vita delle tartarughe marine è già difficile: solo 1 uovo su 1000 diventa un adulto. L’emergenza climatica è un nuovo pericolo da scongiurare.

Gli obiettivi di Greenpeace sono fare ricerca e monitorare lo stato di salute del mare; fare pressione sui governi contro la crisi climatica; chiedere ai governi misure urgenti contro l’emergenza climatica: 65% di emissioni in meno entro il 2030 o le conseguenze per gli Oceani, e il Pianeta, saranno devastanti; chiedere una rete di aree marine protette con Santuari Marini almeno un terzo degli Oceani entro il 2030, come sostenuto dalla comunità scientifica.

Perché non si può più rimandare.

M. A. Melissari

27 gennaio 2022

Lo stato dell’arte

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