La Rotta di Enea premiata a Roma come Itinerario Culturale certificato dal Consiglio d’Europa

La Rotta di Enea, il 45° itinerario culturale europeo, ha ricevuto il 26 gennaio scorso il “riconoscimento ufficiale” nella cornice del Parco Archeologico del Colosseo (tra i primi sostenitori del progetto), in un luogo simbolico: la Curia Iulia, l’edificio dove si riuniva il Senato Romano.

La Rotta di Enea, il 45° itinerario culturale europeo: “riconoscimento ufficiale” nella cornice del Parco Archeologico del Colosseo presso la Curia Iulia

Il mitico viaggio dell’eroe troiano, cantato da Virgilio e protagonista del mito delle origini di Roma, è ufficialmente il 45° itinerario culturale riconosciuto a livello europeo.
La Rotta di Enea ripercorre le tappe del mitico viaggio dell’eroe, cantato da Virgilio e protagonista del mito delle origini di Roma, da Troia in fiamme alle coste del Lazio, interessa 21 tappe principali lungo il Mediterraneo e comprende in Italia ben sei Regioni toccate dalle navi troiane: Puglia, Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata e Lazio.

L’itinerario parte da Troia per arrivare a Roma attraversando cinque Paesi: Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia. Il percorso si snoda intorno a 21 tappe principali, che toccano sette Siti Unesco (Troia, Delo, Butrinto, Monte Etna, Cartagine, Parco del Cilento e Vallo di Diano, Roma), tre Parchi nazionali (Monte Ida in Turchia, Parco Nazionale di Butrinto in Albania e Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in Italia sulla costa tirrenica), per arrivare nell’area metropolitana di Roma, città simbolo della comunanza mediterranea e dell’Unione Europea a partire dai Trattati di Roma del 1956. In Italia tocca 5 regioni: Puglia, Sicilia, Calabria, Campania e Lazio.
I principali siti che costituiscono l’itinerario turistico-culturale di Enea sono: Troia, Antandros e il Parco Nazionale del Monte Ida, Ainos-Enez (Turchia), Delos, Creta e Lefkada (Grecia), Butrinto (Albania), Castro (Puglia), Crotone-Hera Lacinia (Calabria), Trapani-Erice-Segesta (Sicilia), Cartagine (Tunisia), Palinuro e Cuma-Pozzuoli, (Campania), Gaeta e Lavinium (Lazio), fino a Roma, dove Enea incontra Evandro, il re del villaggio sul Palatino. La Rotta di Enea coinvolge il Mediterraneo centro-orientale, tutte le regioni del Mezzogiorno continentale e la Sicilia, configurandosi come un progetto per il rilancio della cultura e dell’economia del mare e come una strategia complessiva per la valorizzazione di tutta la costa dell’Italia centrale e meridionale, dei suoi patrimoni archeologici e paesaggistici e delle sue produzioni di qualità.

Troia (Ilios) ha festeggiato nel 2018 il ventennale dell’inserimento dell’area nella lista dei Siti Unesco. Si tratta di una meta irrinunciabile per visitare uno dei luoghi archeologici più ricchi di fascino e direttamente legato all’Iliade e alla mitica figura di Omero.

Delos, Patria del dio Apollo e della Luce: dal 1990 l’UNESCO ha iscritto Delos nella lista del Patrimonio Mondiale. L’isola sacra di Delos è un piccolo lembo di terra roccioso a poche miglia dalle coste occidentali di Mykonos. L’isola secondo la mitologia è stata il luogo di nascita di Apollo e Artemide. Il sito archeologico dal valore inestimabile, secondo per importanza solo a Delfi, copre quasi l’intera isola

Isola di Creta. Sull’isola di Delo l’oracolo di Apollo predice ai troiani: “cercate l’antica madre”, la terra da cui avete origine, la prima culla dei padri. Anchise indica allora Creta, isola sacra a Giove poiché da lì proveniva il loro antenato Teucro. Giunti a Creta i troiani avviano dunque la costruzione della nuova città, che chiamano Pergamea (dal nome della cittadella di Troia). La ricerca archeologica non ha ancora individuato il sito, che forse doveva trovarsi vicino all’attuale Chanià, una delle città più affascinanti dell’isola.

Butrinto è un’antica città albanese, affacciata sulle acque del Mar Ionio, a pochi chilometri dall’isola di Corfù. Qui Enea incontrò Andromaca. È un vero e proprio museo all’aperto; è stata scoperta alla fine degli anni ’20 dall’archeologo italiano Luigi Maria Ugolini. L’UNESCO l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1992. Il sito è racchiuso nel Parco Nazionale di Butrinto, istituito nel 2000 per proteggere e valorizzare lo straordinario patrimonio paesaggistico e naturale in cui il Sito Unesco è inserito. Le rovine della città, sebbene in parte periodicamente sommerse dalle acque, si integrano in una cornice naturalistica di forte suggestione. I resti archeologici più antichi si datano ad un periodo compreso fra VIII secolo a.C. e V sec. d.C.

Castrum Minervae, l’approdo di Enea in Italia. Nel luogo in cui oggi sorge una piccola cittadina del Salento, Castro, Virgilio nel libro III dell’Eneide colloca il punto di approdo di Enea in Italia. Il territorio di Castro ha restituito importanti testimonianze di vita fin dalla preistoria più antica, risalenti al Paleolitico.

Crotone – Hera Lacinia. Il santuario dedicato ad Hera Lacinia, nominato da Virgilio nel III libro dell’Eneide, era un luogo di culto extraurbano della colonia greca di Crotone, ancora attivo in età romana. Noto anche per essere stato frequentato da Pitagora, rappresentava un riferimento essenziale per la navigazione ed un rifugio sicuro, di cui la dea si faceva garante.

Cartagine, la più importante delle colonie fondate dai Fenici in Occidente, situata sul lato orientale del lago di Tunisi all’incrocio delle principali rotte che univano nord-Africa, Egitto e Oriente alla penisola italica e iberica, ha dato un contributo importantissimo alla costruzione della civiltà mediterranea. A Cartagine Enea sarà accolto da Didone e la città è testimone del loro infelice e folle amore.

La Sicilia ha un ruolo centrale nel viaggio di Enea: dopo la fuga precipitosa dalle isole dei Ciclopi, rasentando la costa sud-occidentale le navi troiane entrano nel porto di Drepanon (Trapani). Qui muore Anchise e in questo luogo, l’anno successivo, dopo la lunga sosta a Cartagine, i troiani celebrano i giochi in sua memoria.

Palinuro. Cuma. Pozzuoli. Parco archeologico dei Campi Flegrei
Palinuro era il mitico nocchiero di Enea caduto in mare vinto dal dio Sonno mentre portava la flotta di Enea verso le coste italiane. Sulla costa campana resta un sepolcro identificato con il cenotafio di Palinuro.
Cuma rappresenta la prima colonia greca non solo della Magna Grecia, ma di tutto il Mediterraneo occidentale. . Il monumento forse più famoso è il cosiddetto Antro della Sibilla. Nell’Eneide la Sibilla ha la doppia funzione di veggente e di guida di Enea nell’oltretomba.

Gaeta. Secondo Virgilio Caieta (Gaeta) avrebbe tratto il nome da quello della nutrice di Enea che fu sepolta in questo luogo. In età romana fu un elegante sobborgo residenziale: le fonti letterarie ricordano qui le residenze di Scipione Emiliano, Caio Mario, Annia Faustina, Antonino Pio.

Lavinium: l’arrivo nel Lazio. L’antica città di Lavinium (oggi Pratica di Mare, Pomezia) fu considerata anche il luogo delle origini del popolo romano; Romolo, il fondatore di Roma, avrebbe avuto le sue origini, dopo quattro secoli, dalla medesima stirpe di Enea, il cui figlio Ascanio fondò la mitica città di Albalonga. In una delle aree sacre scoperte dagli archeologi è presente un tumulo monumentale in cui è stata riconosciuta la tomba di Enea.

Roma – Parco Archeologico del Colosseo. Numerosi sono i luoghi del Parco archeologico del Colosseo connessi con la saga di Enea. Sul fianco sud occidentale del Palatino c’è un passaggio antichissimo che Virgilio racconta essere stato percorso da Enea insieme al re Evandro: sono le Scalae Caci, il cui nome deriva dal gigante mitologico Caco, avversario di Ercole.
A Venere, madre di Enea, e a Roma Eterna, è dedicato il più grande tempio di Roma antica. La dea si unì con Anchise, re di Troia, e diede alla luce Enea, padre di Ascanio-Iulo. Questo legame sarà alla base delle origini divine vantate da Cesare per la gens Iulia, ribadite con la dedica stessa del Tempio di Venere Genitrice. A Cesare divinizzato è dedicato nel Foro Romano il tempio omonimo nello stesso quadrante del santuario votato alla dea Vesta dove erano custoditi i pignora imperii, gli oggetti sacri venerati come “Penati” di Troia – come per esempio il Palladio sopra citato – che secondo le credenze dei Romani garantivano la salvezza dell’Urbe.

“Celebriamo nella Curia Iulia al Foro Romano – afferma Giovanni Cafiero, Presidente dell’Associazione Rotta di Enea – l’ingresso della Rotta di Enea tra gli itinerari certificati dal Consiglio d’Europa. Sosteniamo con il nuovo itinerario i valori racchiusi nel poema virgiliano: il Mediterraneo come mare che unisce e non divide, i valori di accoglienza e mescolanza culturale come fattore di progresso e arricchimento. L’itinerario propone un viaggio lungo le tappe percorse dall’eroe troiano, da Troia alle coste del Lazio, alla scoperta di un patrimonio culturale e naturale di cui le comunità del Mediterraneo antico sono artefici e di cui oggi dobbiamo essere orgogliosamente custodi e generosamente promotori.”

La cerimonia di premiazione a cura dell’Istituto degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa con sede in Lussemburgo, si è svolta alla presenza di autorità e istituzioni dei cinque Paesi coinvolti dall’itinerario (Turchia, Grecia, Tunisia, Albania, Italia) e da esponenti del network internazionale di autorità locali e istituzioni culturali che hanno aderito al progetto.

di Redazione

29 gennaio 2021

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