Agli Italiani piace l’auto elettrica

Il 53% degli Italiani ha confermato la nota preferenza per le quattro ruote anche in città, ma in auto completamente elettrica da acquistare magari nei prossimi 1-2 anni e tutti ritengono necessario investire in una mobilità integrata e meno inquinante

Il recente sondaggio Ipsos-Legambiente nell’ambito della Clean Cities Campaign sui comportamenti e le propensioni di mobilità degli Italiani ha svelato che in generale si muovono un po’ di meno a causa del caro benzina e, quando lo fanno, preferiscono molto di più andare a piedi o utilizzare l’automobile privata. Come al solito il mezzo pubblico non piace e cala, anche se di poco, l’uso della bicicletta: il 22% del totale degli intervistati ne ha ridotto l’uso, mentre il 14% l’ha incrementato.

Rispetto al 2019, a Milano e a Firenze aumenta la percentuale degli spostamenti in auto, ma ci si muove molto anche con i mezzi pubblici ed è aumentato l’uso della bicicletta nel caso del 21% dei rispondenti. A Torino ci si muove di più a piedi, mentre a Napoli e a Roma si usa di più l’auto anche nei tratti brevi.

Sul totale degli spostamenti, rispetto al 2019, il 28% del campione ha dichiarato di usare di più l’automobile, mentre chi ha affermato di usarla meno è solo il 18%. Questa tendenza è diffusa anche nelle grandi città, un po’ meno solo a Milano. Nonostante ciò, nel complesso percorriamo complessivamente meno distanze in automobile rispetto al 2019 (dati MITE sui consumi carburanti).

Sul totale degli spostamenti, rispetto a 4-5 anni fa, si va più a piedi, soprattutto in città (38%): a Torino cammina di più il 49%, a Milano e a Roma il 47-48%, a Firenze e Napoli il 43-44%. Gli spostamenti a piedi sono una opportunità anche per risparmiare sul carburante o sul singolo biglietto dell’autobus, quando il tragitto è breve. Con questa nuova tendenza, acquisisce sempre più rilevanza la “città 15 minuti”, il ridisegno urbanistico che vuol progettare tutti i servizi essenziali – il lavoro, i negozi, l’assistenza sanitaria, l’istruzione, il benessere, la cultura, lo shopping e il divertimento – in prossimità della residenza. Nelle città densamente popolate è già, in parte, realtà.

L’anello debole della mobilità resta sempre il trasporto pubblico locale, usato di meno dal 31% degli intervistati, rispetto al 2019. L’uso aumenta solo per il 9%, immutato per il 29-30%, mentre non lo usa mai il rimanente 30-31%, perché troppo scomodo o irraggiungibile. Scoraggiano anche la scarsa frequenza delle corse e l’inaffidabilità degli orari. Qualche segnale positivo viene solo dalle città che hanno saputo aumentare l’offerta di trasporto pubblico, promuovere gli abbonamenti e piste ciclabili, come Milano e Firenze.
Ed è così che buona parte ancora degli Italiani (che nelle grandi città consumano nei giorni feriali tra le sei e le sette ore in spostamenti ogni settimana) sia per le brevi che per le lunghe distanze usa ancora prevalentemente l’automobile, ancorché di età media 12 anni, quindi più inquinante e con alti consumi. Infatti, l’auto nuova non è più per tutti. Da un lato il prezzo medio di acquisto è aumentato del 32% nell’ultimo decennio, passando da 18.857 euro del 2012 a 24.891 euro del 2021 (dati Unrae), dall’altro il potere d’acquisto medio è diminuito. Da questo punto di vista vince dunque ancora la mobilità pesante in intensità e durata: a Firenze (al 65%) a Roma (al 62%), a Napoli (al 61%) a Torino (al 60%), a Milano (al 49%).

I principali problemi della mobilità locale in generale, nelle grandi città ma anche in quelle più piccole, si configurano come un mix di elementi: trasporto pubblico locale carente /inefficiente, insufficiente manutenzione delle strade, traffico eccessivo, carenza di parcheggi, insufficienti mezzi pubblici di collegamento con la periferia e le zone limitrofe alla città, assenza e stato delle piste ciclabili e delle infrastrutture per la mobilità in bicicletta, inquinamento dell’aria, parcheggi selvaggi o parcheggi privati a costo elevato, carenza dei servizi di sharing mobility e prezzi alti, assenza/carenza punti di ricarica per veicoli elettrici. Le carenze non sono tuttavia omogeneamente distribuite: la valutazione della mobilità locale vede Milano, Torino e Firenze con risultati migliori rispetto a Roma e Napoli.

Tutti gli intervistati ritengono necessario che le Amministrazioni investano in una mobilità integrata: il 75% per combattere l’inquinamento atmosferico e il 72% per rendere meno costosi gli spostamenti. Il 95% è favorevole a vietare progressivamente i mezzi inquinanti dai centri urbani e il 65% a politiche/iniziative che impongano agli utenti della strada (auto, moto, motorini, furgoni, camion) una tariffa per circolare in città al fine di ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria. Nelle intenzioni di acquisto: il 64% degli italiani sceglierebbe l’auto ibrida, il 59% plug-in, il 53% auto completamente elettrica e il 47% acquisterebbe una bici elettrica/pedalata assistita.

A questo proposito Legambiente ha lanciato un invito, che non si può non condividere, al nuovo Governo ad adottare la road map tracciata dal Mims (Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili) per la decarbonizzazione dei trasporti. Il piano integra soluzioni e tecnologie per la mobilità a basse o zero emissioni e tutela le opportunità di crescita e la necessaria riconversione di settori strategici, non solo in risposta alla transizione ecologica, ma anche alle nuove esigenze di mobilità dei cittadini. In questo contesto, accanto allo sviluppo di piste ciclabili e infrastrutture per la mobilità attiva nelle aree urbane, agli investimenti in un trasporto pubblico più efficiente e moderno, alle politiche di limitazione dei veicoli privati ​​nei centri urbani, l’elettrificazione dei trasporti è sicuramente l‘opzione migliore. Solo così sarà possibile liberare le nostre città dallo smog e dalla congestione veicolare, favorendo la transizione verso un sistema di mobilità ben più sostenibile e accessibile a tutti.

di Redazione

15 gennaio 2023

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