L’Uomo e la visione antropocentrica della Natura

di Alessandro Bertirotti

L’umanità, nel suo processo evolutivo, prende costantemente decisioni, circa il proprio futuro, quello di figli e dunque dell’ambiente. In linea generale crediamo che esistano decisioni importanti e decisioni meno importanti, quando, in realtà, queste due tipologie di funzionamento cerebrale (le decisioni) sono senza soluzione di continuità tra loro. E, nel corso della nostra storia personale, spesso ci rendiamo conto che una scelta operata in tutta fretta, senza un buon livello di consapevolezza, di riflessione e di studio della situazione alla quale essa è legata, può avere risultati a volte catastrofici.

Ecco, esiste una situazione nella quale tutti noi compiamo questo tipo di errore cognitivo, e mi riferisco all’innamoramento. In realtà, non si tratta di un errore vero e proprio perché la nostra natura umana prevede che durante questo stato di alterazione della coscienza individuale, la nostra corteccia pre-frontale e frontale sia messa fuori uso. In altre parole, durante l’innamoramento siamo deficienti, ossia non facciamo uso del pensiero progettuale critico e riflessivo, che verrà azionato al termine dell’innamoramento (circa un anno dopo), se vogliamo entrare nella fase dell’amore. E quest’ultimo, è sempre una questione di decisioni, di scelte riflessive, grazie alle quali costruiamo la nostra vita assieme ad un persona, amandone i limiti e gli errori. Il tutto, ovviamente, viceversa.

Bene, si tratta di innamoramento anche la relazione che stabiliamo con il mondo, la Natura che ci protegge e ci circonda. E quando nessuno ci dice, specialmente in età infantile, che l’ambiente siamo noi, perché senza involucro non esistiamo, ci stanno facendo credere che tra noi stessi e il mondo ci sia un distacco, una separazione. Così, cresciamo e ci sviluppiamo, anche come specie, oppure come cultura umana, ritenendo che prima dell’involucro venga l’individuo. In una parola, diventiamo antropocentrici, intendendo con questo termine un tipo di centrismo culturale in base al quale l’Uomo è nelle condizioni di dominare tutto, le proprie emozioni e l’involucro nel quale vive, ossia il corpo e l’ambiente. In realtà, la nostra mente è il nostro corpo e l’ambiente siamo noi.

Molto semplicemente, essenzialmente. Sarebbe l’ora che tutti noi esseri umani ne prendessimo una coscienza definitiva.

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