Mangiare in compagnia rende più felici e più sani

di Marina Melissari

Basta pausa pranzo davanti al computer o trascorsa in solitudine: non fa bene alla salute fisica ma anche a quella psicologica. Ricercatori dell’ Oxford Economics hanno pubblicato i risultati di un sondaggio svolto su un campione di 8.250 cittadini britannici, secondo cui le persone che sono abituate a trascorrere i pasti da sole hanno un rating di felicità di 7,9 punti inferiore rispetto alla media nazionale. Al contrario, chi è abituato a condividere questo momento è, complessivamente, più felice, ma anche più soddisfatto della propria vita.

I motivi? Diversi: condividere il pasto, dal punto di vista nutrizionale, rappresenta uno stimolo a preparare piatti più bilanciati e completi piuttosto che accontentarsi di un semplice panino o di un piatto pronto al volo. A proposito di questo, uno studio del 2018 pubblicato sulla rivista Obesity Research & Clinical Practice, ha evidenziato come chi mangia da solo ha la tendenza ad aumentare maggiormente di peso, con tutti i rischi per la salute che sovrappeso e obesità comportano. Dal punto di vista psicologico, arriva un’indicazione interessante da una ricerca pubblicata sul Journal of Family Psychology: i bambini che mangiano più spesso con i genitori hanno un miglior rendimento scolastico, mentre un altro studio pubblicato sul Journal of Developmental & Behavioral Pediatrics ha evidenziato come, rispetto ai coetanei, sono più sani e hanno meno problemi comportamentali. Il miglioramento della qualità ed efficienza sul lavoro è confermato da un’altra ricerca della Cornell University di Ithaca, New York. I ricercatori hanno seguito per 15 mesi i vigili del fuoco di oltre 50 stazioni. L’obiettivo era comprendere quali fossero le relazioni tra la condivisione dei pasti e l’efficacia del lavoro di gruppo, per questo sono state comparate le performance dei gruppi abituati a trascorrere insieme la pausa pranzo e quelli che, invece, mangiano da soli. I risultati sono stati molto chiari: i gruppi che condividono il cibo sono stati molto più efficienti degli altri. La condivisione dei pasti dunque favorisce la tendenza alla collaborazione, promuovendo proprio per questo l’armonia del team.

Mangiare insieme è un modo per conoscere meglio gli altri e rafforzare le relazioni tra i membri di un gruppo. Per questo, i ricercatori suggeriscono che quanto emerso da questa ricerca possa essere applicato anche a tutti i contesti aziendali. Insomma, è provato che quando si mangia in gruppo il cervello rilascia endorfine che mettono di buon umore i commensali (Robin Dunbar, docente di antropologia e psicologia all’università di Oxford). Al di là dei dati scientifici comunque, mangiare insieme a qualcuno è un atto che sancisce l’affettività in un rapporto, l’interesse per l’altro e il piacere di stare con l’altro, fino a diventare un momento intimo che prelude anche alla relazione amorosa. Quante storie d’amore sono nate da un invito a cena?

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