Maratona Green Deal per l’Italia su RAI Play: le conclusioni

Un percorso articolato in sette ore di confronto su tutti i temi green

Roma, 25 giugno 2020 – Chi ha attraversato tutta la maratona ha potuto vedere quanto sia articolato, concreto e pieno di potenzialità il Green Deal per l’Italia. Bisogna superare l’idea che la sostenibilità sia un vincolo, è un’opportunità per le imprese: l’obiettivo è produrre di più con meno costi ed emissioni. Ma è una vera opportunità anche per la buona politica e per un miglior futuro dei cittadini italiani.

La Premessa
Gli avvenimenti che viviamo oggi stanno rimettendo in discussione il nostro modo di nutrirci, di spostarci, di abitare, di lavorare, produrre e consumare. Siamo costretti a ripensare i nostri stili di vita, ponendoci serie domande sulle nostre priorità, i nostri reali bisogni ed i nostri comportamenti quotidiani: in una parola, chiedendoci come avere cura del nostro futuro. Un numero sempre crescente di intellettuali, economisti, imprenditori e cittadini ha ormai chiaro che esiste una forte relazione fra il Covid-19 e l’insostenibilità ambientale del sistema economico mondiale, come se questa enorme crisi sanitaria fosse una risposta del Pianeta ad un modello di sviluppo sbagliato.
La green economy (di cui l’Italia è un’eccellenza mondiale grazie alle sue produzioni di qualità) è il nuovo modello di sviluppo sostenibile su cui possiamo puntare per superare le vecchie abitudini anti-ecologiche, portando anche nuovi posti di lavoro e crescita duratura. Molte imprese lo hanno capito e si sono avviate negli ultimi anni su un percorso “green” di trasformazione del modo di concepire e produrre. Molti consumatori stanno richiedendo prodotti più rispettosi dell’ambiente e aprono nuovi mercati, molte città e territori stanno puntando su stili di vita più sostenibili. Siamo ora ad un bivio che possiamo definire storico: in Italia e in Europa stanno per essere decise misure straordinarie per uscire dalla crisi sanitaria ed economica, con un intervento pubblico – nazionale ed europeo – di dimensioni mai viste dal dopoguerra a oggi. Si parla di Piano per la Rinascita, di nuovi Piani Marshall, etc. Come sceglieremo di allocare le enormi risorse che dovremo mettere a disposizione della ripresa determinerà in modo sostanziale il modello sociale ed economico che si affermerà nei prossimi decenni.
Non c’è tempo per la paura, dobbiamo evitare gli errori del 2008, quando i pacchetti di stimolo dell’economia hanno aumentato i problemi ambientali invece di risolverli, e cogliere questa occasione per puntare su una nuova rotta: un “Green Deal”, un programma articolato di riforme, trasversale a tutti i settori e basato su una nuova visione positiva del futuro, incentrata sulla sostenibilità e l’innovazione. In particolare per l’Italia, questa è una via percorribile che sta già dando risultati concreti, anche economici e occupazionali, e va rafforzata e solidificata.
Le nuove sfide green si fondano su due pilastri: economia circolare (con ridotto consumo di risorse, altissime percentuali di riciclo e attività rigenerative degli asset naturali), e decarbonizzata (in cui le fonti energetiche fossili sono sostituite da quelle rinnovabili ed i cicli produttivi vengono portati ed emissioni quasi zero). È la nuova economia delle imprese italiane,sempre più green; quella delle attività agroalimentari sempre più richieste e multifunzionali; quelle della sua bioeconomia rigenerativa che può rivitalizzare territori marginali; quelle delle sue città da rilanciare con un vasto programma di rigenerazione urbana green;quelle del suo ingente capitale naturale e culturale, vitale per un rilancio di un settore di crescente importanza come il turismo; quelle dove l’Italia ha raggiunto punti di eccellenza come il riciclo e le fonti rinnovabili di energia; quelle della mobilità elettrica e condivisa del futuro; quelle dell’innovazione digitale che potrà contribuire a migliorare il lavoro, lo studio e la prevenzione e cura della nostra salute.

Le conclusioni
“Questa maratona televisiva – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che ha organizzato l’evento – ha consentito di valorizzare il Manifesto per il Green Deal sottoscritto da oltre 500 fra imprese e organizzazioni, per promuovere la diffusione di maggiore informazione, per fare un approfondimento delle tematiche coinvolte , per alimentare un confronto informato con rappresentanti delle istituzioni, europee e nazionali e fra i protagonisti di esperienze green, numerose e qualificate.”
Per Ronchi sostenere il progetto europeo di Green Deal, un patto verde per lo sviluppo, “significa affrontare, insieme, i problemi del rilancio dell’economia e alcune emergenze ambientali decisive per il nostro futuro: il riscaldamento globale, causato da una enorme quantità di emissioni di gas serra, che si sta rapidamente aggravando e la crisi ecologica causata da un consumo altissimo di risorse naturali”.
Secondo Ronchi “un ruolo chiave nel Green Deal europeo è svolto dall’impegnativo finanziamento delle misure necessarie all’aggiornamento del target di riduzione dei gas serra al 2030, che dovrebbe passare dal 40% attuale, al 55/60%, per allinearlo con la traiettoria dell’Accordo di Parigi e arrivare alla neutralità carbonica entro il 2050. Queste misure per il clima ,e il loro aggiornamento al 2030 anche in Italia , sono una sfida impegnativa, ma anche un’occasione per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per l’efficienza energetica: un’opportunità per ridurre la nostra dipendenza energetica dall’estero e per sviluppare investimenti in nuovi impianti e in nuovi interventi come quelli attivati dal bonus 110%”.

Il Commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni ha sottolineato nel suo videomessaggio che non ci possiamo accontentare di un ritorno alla normalità e che “la sostenibilitá sará la sfida centrale dei recovery plan cui lavoreremo con i singoli Paesi europei”.“ Nonostante le difficoltà che avremo come conseguenza del coronavirus – ha detto – continueremo a scommettere sul green new deal che resta la priorità di questa Commissione europea”.

“Entro luglio approveremo il decreto legislativo sul pacchetto economia circolare che diventerà norma dello stato ” ha annunciato il Ministro dell’ Ambiente Sergio Costa, che ha anche detto che nel fondo di coesione sono stati stanziati 4 miliardi di euro per il dissesto idrogeologico e ha sottolineato che “il taglio al 40% entro il 2030 del ‘cosiddetto’ fossile non è più in linea con l’accordo di Parigi” e “ragionevolmente” si potrà arrivare ad un taglio del 55%.
Anche il Viceministro all’economia Antonio Misiani ha dichiarato che il green deal deve essere “il perno della strategia per il rilancio del nostro paese”. “Dobbiamo mostrare la capacitá di andare oltre l’emergenza e definire una prospettiva nuova per il rilancio del Paese. Vogliamo presentare il recovery plan italiano a settembre, in anticipo sulle tempistiche proposte della Commissione”. Per Misiani l’ Italia ha “le carte in regola” per diventare l”hub europeo della green economy”.

“Per risovere la crisi economica causata dalla pandemia dobbiamo risolvere la crisi climatica, sono due cose parallele che richiedono gli stessi interventi”. E’ la dichiarazione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro nel corso del suo intervento alla maratona.

Infine, l’astronauta italiana dell’Esa Samantha Cristoforetti, forte dell’osservazione del nostro pianeta dallo spazio, ha affermato che la pandemia di Sars-Cov-2, del “coronavirus, è stato un colpo di avvertimento, un colpo sparato in aria, rispetto alle devastazioni che porterà il cambiamento climatico”. E non si può che essere d’accordo con la sua osservazione.

Tutto sembra confermare dunque che le intenzioni della classe dirigente italiana ed europea, stando alle dichiarazioni degli ultimi tempi e agli interventi nel corso della maratona, convergano sull’avvio di azioni concrete per un cambio di passo delle attività economiche e sul sostegno fattivo al cambiamento in direzione di una green economy. I prossimi mesi dovrebbero vedere i fatti. Nel frattempo, noi cittadini responsabili dovremmo mantenenere vivo il ricordo degli impatti positivi del lockdown sull’aria e sul volto delle nostre città, ascoltare con attenzione il racconto delle tristi condizioni che affligono il pianeta, continuare a mettere in atto piccole ma significative pratiche di difesa del proprio ambiente e territorio per influenzare le scelte politiche. In fin dei conti le rivoluzioni nel mondo di oggi, possono partire anche dal basso.

di M. A. Melissari

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