Alla scoperta delle nuove etichette energetiche per gli elettrodomestici

Buona parte dei consumi che incidono sull’ambiente e sulle bollette deriva dall’uso degli elettrodomestici. È quindi fondamentale ottimizzare il consumo di energia in casa, scegliendo dispositivi ad alta efficienza. Per aiutarci al momento dell’acquisto, vent’anni fa l’Unione Europea ha introdotto l’etichettatura energetica per gli elettrodomestici. Da un’indagine svolta fra i consumatori è emerso che la scala usata sulle etichette energetiche in uso è diventata sempre meno chiara per i consumatori: per questo la UE, attraverso il progetto BELT, ha deciso di renderla più funzionale introducendo un nuovo sistema di classificazione, mediante nuove etichette energetiche.

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Quando compriamo un elettrodomestico la troviamo in bella mostra, tutta colorata, sulla confezione. Alcuni la ignorano, molti altri la guardano, ma spesso faticano a comprenderla: è la cosiddetta etichetta energetica, introdotta in Italia ormai nel lontano 1998, che doveva servire a darci informazioni su quanto consuma quel dato modello. Il sistema si è basato su 10 classi energetiche, che vanno da A+++ a G. Nel corso degli anni, tuttavia il sistema, a causa del costante avanzamento tecnologico è diventato più complicato e meno chiaro: tra A++ e A+++ in pochi sono in grado di dire quale sia la differenza in termini di risparmio, sia di corrente, sia di sostenibilità. La nuova etichettatura si è resa dunque necessaria per l’immissione sul mercato di prodotti con ottime performance dal punto di vista del consumo energetico tanto da “superare” la scala di efficienza energetica pre-esistente e richiedere il ricorso alle classi “estese” come per esempio “A+++ -40%”. Per questo le autorità europee hanno pensato di rendere questa etichetta più leggibile e razionale per capire e comparare i diversi prodotti in commercio. E così nella nuova etichetta rimane la classificazione energetica da A a G ma scompaiono i “+” . Ma non è il solo cambiamento.

L’aspetto estetico più evidente che differenzia le etichette nuove da quelle precedenti è la presenza di un QR Code nell’angolo in alto a destra: inquadrandolo con lo smartphone si ha accesso a informazioni aggiuntive e ufficiali (non commerciali) su ogni modello di elettrodomestico. Il consumo energetico riportato, poi, è specifico per ogni famiglia di prodotto: per lavatrici, lavastoviglie e lavasciuga il consumo per 100 cicli di lavaggio, quello annuo per i frigoriferi e quello per mille ore di utilizzo per gli schermi e le lampadine. Queste performance e caratteristiche sono indicate mediante pittogrammi, icone che compaiono nella parte inferiore dell’etichetta: il numero e il tipo di pittogrammi possono variare a seconda dell’apparecchio.

Dal 1° marzo, dunque, le nuove etichette energetiche riguardano frigoriferi e congelatori domestici, lavatrici e lavasciuga, lavastoviglie, TV e display, sorgenti luminose (queste ultime a partire dal 1° settembre 2021). Per tutte le altre categorie come condizionatori d’aria, asciugatrici, aspirapolvere l’introduzione della nuova etichetta è prevista a partire dal 2022.
La nuova scala comporterà una maggiore differenziazione tra i prodotti che, con l’attuale classificazione, compaiono tutti nelle stesse categorie. Ciò significa che un frigorifero che ora ha un’etichetta A+++ potrebbe rientrare nella categoria C, anche se ha le stesse caratteristiche di efficienza energetica di prima, oppure che una lavastoviglie A++ potrebbe appartenere alla categoria E. Il principio fondamentale è che all’inizio nessun apparecchio rientrerà nella categoria A e che solo pochi avranno l’etichetta B e C, in modo da incentivare l’invenzione e lo sviluppo di nuovi prodotti più efficienti dal punto di vista energetico”

La nuova etichetta energetica convivrà tuttavia con quella vecchia nei negozi almeno fino a novembre 2021, dopo ci sarà solo quella nuova. Gli apparecchi arrivati nei negozi prima del primo marzo infatti potranno avere ancora la versione precedente. Si potrà creare quindi qualche confusione, soprattutto per chi sta decidendo di acquistare un elettrodomestico o un televisore fra classificazioni vecchie e nuove che con lettere diverse potrebbero indicare cose simili. Per aiutare i consumatori a prendere confidenza con le nuove metriche, Altroconsumo ha dedicato una pagina web del suo sito alla nuova etichetta energetica, nella quale si possono trovare tutte le informazioni che riguardano questo strumento; si possono scoprire le varie differenze tra la nuova e la vecchia etichetta oppure scoprire quali sono le indicazioni “esclusive” che si trovano sull’etichetta delle varie tipologie di elettrodomestici. La stessa pagina offre anche la possibilità di sapere quanto l’acquisto di un elettrodomestico di una certa classe può fare risparmiare in termini di consumi, elettricità ed emissioni di CO2.
Anche l’ENEA ha prodotto un opuscolo, al fine di spiegare agli utenti finali – famiglie ma non solo – il significato dell’etichetta energetica comunitaria, partendo dalle sue origini verso la fine del secolo scorso sino alla comparsa delle nuove etichette che dal marzo 2021 hanno rimpiazzato per alcuni prodotti, ma non per tutti, quelle precedenti introdotte a partire dal 2010. Il documento fornisce anche gli elementi per “leggere” e capire i simboli e i numeri che vengono riportati nelle diverse etichette di prodotto e per confrontare l’efficienza energetica e le prestazioni di più modelli dello stesso prodotto e prodotti appartenenti a differenti categorie, anche in presenza di diversi sistemi di classificazione.

M. A. Melissari

17 marzo 2021

Scelte sostenibili

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