Abbronzatura consapevole, sicura e sostenibile

Quali alimenti, quali protezioni, tempi e modi di esposizione per adulti e bambini

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Abbronzarsi e prendere il sole in sicurezza è fondamentale per evitare problemi alla pelle, presenti e futuri come scottature, eritemi, macchie causati dai raggi UVB (Ultra Violetti di tipo B) – e come quelli legati all’invecchiamento cutaneo precoce di cui sono responsabili il raggi UVA (Ultra Violetti di tipo A) che possono causare anche veri e propri attacchi al sistema immunitario. A questo proposito non va trascurata la re-idratazione della pelle dopo la doccia al ritorno dalla spiaggia.

L’alimentazione gioca un ruolo non secondario per proteggere la pelle da questi effetti nocivi dell’esposizione al sole: è fondamentale consumare cibi ricchi di Vitamina A che favorisce la produzione di melanina nell’epidermide: carote, radicchio, albicocche, spinaci, melone giallo su tutti. Ma non sono da snobbare insalate, ciliegie, fragole, senza dimenticare le proprietà antiossidanti dei pomodori il cui licopene è un potente antiossidante utile nella battaglia contro i radicali liberi dannosi per il collagene, dell’aglio con i suoi polifenoli e della curcuma.

Oltre di esporsi a lungo al sole nelle ore più calde (11.00/15.00), è importante dotarsi delle giuste creme solari: per protezione solare si intende qualsiasi preparato, in crema, olio, gel o spray, destinato a essere posto in contatto con la pelle al fine principale di proteggerla dai raggi UV, assorbendoli e disperdendoli mediante rifrazione.
La qualità è importante. Meglio perciò non farsi condizionare dal prezzo all’atto dell’acquisto e, meglio ancora, privilegiare le creme ecologiche e i solari ocean friendly rispetto a quelli sintetici, perché utilizzano filtri chimici (come Octyldodecyl Neopentanoate, Octyl Methoxycinnamate, Benzophenone, Ethylhexyl Methoxycinnamate e Butyl Methoxydibenzoylmethanem), dannosi non solo al benessere dell’uomo ma che sono responsabili anche dell’inquinamento dato che si tratta di sostanze tossiche anche per gli organismi acquatici.
Gli eco-solari invece (quelli che contengono la certificazione di eco-sostenibilità Aiab, Icea, Bdih, Abg, Ecocert, Abg e Ecocert) provengono da piante coltivate senza fertilizzanti e pesticidi e non sono realizzate con sostanze derivate dal petrolio o ricavate da animali. E poi sono ipoallergenici e non contengono conservanti.

Vale la pena comunque investire un po’ di tempo all’atto dell’acquisto, leggendo attentamente le etichette dei prodotti. Un solare sicuro oggi deve riportare sulla confezione il simbolo, costituito da un cerchio con al centro la scritta UVA, che certifica una protezione completa ed efficace contro tutte le radiazioni UVA+UVB.
E’ noto a tutti che il livello di protezione fornito da un solare, secondo le più recenti normative europee, viene segnalato sull’etichetta da quattro categorie – bassa –media – alta – molto alta. Si misura con un fattore di protezione, indicato dalla sigla SPF (dall’inglese sun protection factor), seguita da un numero che rappresenta il valore del filtro stesso. Questo valore viene sperimentato e calcolato i laboratori specializzati e indica la quantità di radiazione che la pelle protetta dalla crema è in grado di assorbire prima di arrivare alla scottatura e eritema rispetto a un’esposizione della stessa pelle senza protezione.
Soprattutto, gli esperti confermano che non esiste una crema in grado di proteggere al 100 percento la pelle dalle radiazioni, a maggior ragione per un’intera giornata. Se riportate sulla confezione sono indicazioni ingannevoli. Bandita anche la dicitura “waterproof”: la scritta “water resistant” può essere riportata sull’etichetta solo se la casa produttrice ha effettivamente eseguito un test clinico che comprovi l’effettiva resistenza all’acqua del prodotto solare. Infine anche se la crema usata è di tipo resistente all’acqua e al sudore, conviene comunque spalmarla nuovamente dopo il bagno per assicurarsi il massimo della protezione che può offrire.

Dunque è davvero consigliabile l’attenzione per gli adulti e, a maggior ragione, per i più piccoli la cui epidermide è delicata e sensibile. Come ulteriore accorgimento, è bene far loro indossare un cappello con protezione della nuca o a tesa larga e, meglio, farli stare preferibilmente all’ombra. E applicare la crema protettiva, secondo le indicazioni degli esperti dermatologi, anche su orecchie e dorso del piede.

di Redazione

25 luglio 2021

Benessere

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