Lo stato di salute dei laghi laziali: in forte miglioramento generale ma permangono alcune criticità

L’annuale fotografia sullo stato di salute dei bacini lacustri laziali: ecosistemi magnifici, ma 5 su 26 punti monitorati da Goletta dei Laghi sono ancora oltre i limiti di legge nei Laghi di Bolsena e Turano

Lago di Bolsena

Canterno, Fogliano, Fondi, Sabaudia, del Salto, Turano, Albano, Bracciano, Bolsena e Vico. Questi i laghi analizzati da Legambiente con l’obiettivo di individuare gli scarichi non depurati e inquinanti, l’abusivismo, i rifiuti e le microplastiche nelle acque. Sono stati ventisei i punti monitorati nei dieci diversi laghi laziali e sottoposti ad analisi microbiologiche. Di questi, cinque risultano fuori i limiti di legge nel lago di Bolsena e in quello di Turano. Nel primo sono stati effettuati sette prelievi di cui quattro sono risultati fuori dai limiti di legge: tre giudicati come “inquinati” e uno “fortemente inquinato”. Nel secondo, l’unico prelievo effettuato è stato giudicato come “fortemente inquinato”.

Negli altri laghi sono stati monitorati due punti nel lago di Canterno, un punto su quello di Fogliano, due punti in quello di Fondi, tre in quello di Sabaudia, uno nel lago del Salto, tre nel lago Albano, quattro in quello di Bracciano e due in quello di Vico. Tutti questi punti sono risultati nei limiti di legge. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva nei laghi.

In particolare sul lago di Bolsena, nel viterbese, 4 punti su 7 sono risultati fuori dai limiti. Il giudizio di “Fortemente inquinato” è stato assegnato al prelievo effettuato alla foce del Fosso del Ponticello canale in località Prati Renari, nel comune di San Lorenzo Nuovo, un punto cronicamente critico fin dal 2014. “Inquinati” i prelievi presso la foce del fosso lungo il viale Luigi Cadorna, in località Le Naiadi del comune di Bolsena, fuori dai limiti anche nel 2019 mentre nei limiti lo scorso anno, e quello presso la spiaggia in fondo a via Cava nel comune di Marta, anch’esso con un a storia altalenante di criticità. Anche al punto presso la foce del torrente nei pressi del parco giochi sul lungolago di Montefiascone è stato assegnato il giudizio di “inquinato”, continuamente critico sin dal 2010, con una parentesi positiva solo nel 2019.
Entro i limiti i prelievi su Viale Regina Margherita, in corrispondenza del campeggio, a Capodimonte, alla foce del fosso Cannello o fosso Rigo in località la Grata a Gradoli (oltre i limiti dal 2014 al 2020) e alla foce del fosso il Fiume in località Oppietti a San Lorenzo Nuovo (oltre i limiti dal 2014 al 2019).
Per quanto riguarda il Turano sono state riscontrate elevate cariche batteriche nell’unico campione prelevato nel lago, presso foce del canale all’altezza di via del Lago 1, nell’ansa ad ovest del paese di Colle di Tora (provincia di Rieti), un punto introdotto quest’anno.

Rispetto ai cinque punti critici, dove ci sono evidentemente scarichi di origine organica derivati da mancata depurazione, i dati raccolti sono stati messi da Legambiente a disposizione delle amministrazioni comunali di Colle di Tora sul Lago del Turano e di Bolsena, Marta, San Lorenzo Nuovo e Montefiascone sul Lago di Bolsena, così come di Arpa, alle quali affinchè siano rintracciate le cause e risolti i problemi.

La campagna Goletta dei Laghi è stata anche l’occasione per tornare sul tema delle microplastiche nelle acque interne. In particolare il lago di Bracciano, insieme a al lago di Garda e al Trasimeno, è al centro del progetto Life Blue Lakes che ha l’obiettivo di prevenire e ridurre l’inquinamento da microplastiche nei laghi, coinvolgendo partner scientifici, associazioni, autorità competenti e istituzioni. La tappa laziale infatti è iniziata proprio con il monitoraggio delle microplastiche ad opera di Goletta dei Laghi ed Enea per il secondo anno consecutivo nel Lago di Bracciano con l’obiettivo di arrivare a redigere un protocollo standard di monitoraggio su questo inquinante emergente e colmare così il gap relativo al quadro conoscitivo e metodologico già avanzato per l’ambiente marino.

Per Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio, questa è l’unica regione italiana con così tanti laghi grandi e piccoli, con una lunga e importante costa marina e con un contesto di acque interne di primissimo piano tra quelle superficiali e quelle di falda: per questo vanno rivolte alla tutela delle acque tutte le attenzioni possibili rafforzando il ruolo delle aree protette e continuando a costruire contratti di fiume, lago, costa. I Laghi poi, sono tutti in area protetta con Parchi Regionali e Rete Natura 2000, sono una risorsa turistica immensa, un favoloso luogo di tutela della biodiversità, un fantastico contesto dove avviare le migliori politiche per lo sviluppo di rilancio economico sano e dove la tutela ambientale e la sostenibilità siano al centro delle scelte, ma anche i custodi e fornitori di servizi ecosistemici a tutti i cittadini, di Roma e della Regione, straordinari e irrinunciabili.

“I risultati degli ultimi anni nei laghi laziali, in miglioramento, non devono far abbassare la guardia però.” – è il commento di Andrea Minutolo, Responsabile scientifico Legambiente nazionale – “In un momento storico come quello che stiamo vivendo, fatto di turismo di prossimità e di una ricerca della qualità sia ambientale che dei servizi offerti, deve essere colto come un’opportunità da cogliere per fare un definitivo salto di qualità nella nostra regione”.

di Redazione

6 agosto 2021

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