Crisi clima durante la pandemia: buone e cattive notizie

Luci ed ombre del Paese durante il Covid19 fotografate dal rapporto di Italy for Climate che individua le tendenze in materia di clima e energia rilevate nel 2020

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Bad news

La crisi climatica morde in Italia, il Covid-19 non l’ha fermata: le temperature crescono più che nel resto del mondo, segnando un +2,4 C° rispetto alla media mondiale che è di circa +1° e si moltiplicano gli eventi estremi. Censiti per l’Italia nel 2020 quasi 1.300 eventi meteorologici estremi connessi al cambiamento climatico. Si tratta del valore più alto mai registrato dopo l’anno record 2019. Dal 2008 si sono moltiplicati otto volte con un +480% i tornado, +580% le piogge intense e le bombe d’acqua, +1.100% le grandinate e +1.200% le raffiche di vento.

Nel 2020 le emissioni di gas serra sono diminuite del 9,8% rispetto all’anno precedente arrivando a 377 milioni di tonnellate di CO2 eq. In termini assoluti la riduzione è stata di dirca 40 milioni di tonn di CO2 eq. Sembrerebbe una buona notizia, ma il calo è dovuto principalmente al mutamento di stili di vita in conseguenza dei lockdown ed anche alla recessione economica, la più grave dal dopoguerra a oggi, con il Pil in picchiata -8,9% e la produzione industriale che nel lockdown è scesa di quasi il 45%. Con la ripresa delle attività industriali e commerciali, il Pil è di nuovo in crescita (tornando come prima della pandemia e si stimano rialzi cospicui) così come le emissioni grazie anche all’aumento dei trasporti. In ogni caso negli ultimi trent’anni si è registrato appena metà del taglio delle emissioni di gas serra necessario per raggiungere gli obiettivi al 2030, segnando solo un -27% rispetto al 1990. L’Italia, perciò, nonostante gli effetti della pandemia, è a metà strada e quindi lontana dall’obiettivo europeo del -55% al 2030 e dalla neutralità climatica entro metà secolo.
Con l’allentamento delle misure restrittive e in assenza di intervento strutturali in pochissimo tempo i consumi e le realtive emissioni tornano a livelli pre-pandemia .

Le rinnovabili non crescono da quasi un decennio e i nuovi impianti di generazione elettrica sono fermi al palo: mentre l’Europa continua a crescere con oltre 30.000 MW installati, nonostante la pandemia, con Germania, Spagna e Francia in prima linea, l’Italia si dimostra in controtendenza perché nel 2020 le nuove installazioni sono nuovamente scese a circa 1.000 MW, quando ne dovremmo realizzare almeno 7.000 ogni anno per centrare l’obiettivo della neutralità climatica. In valori assoluti il consumo di energia rinnovabile nel 2020 è nuovamente diminuito, segnando un – 400 mila tonnellate equivalenti di petrolio.

Good news

La produzione di energia elettrica da carbone ha toccato il minimo storico negli ultimi trent’anni, arrivando alla soglia dei 10 miliardi di KWh, cosicchè l’obiettivo del completo phase-out entro il 2025 non sembra più irraggiungibile e le emissioni specifiche del kWh elettrico non sono mai state così basse, 258 grammi di CO2 per ogni kWh consumato, contro i 500 grammi di venti anni fa. Italy for Climate stima che nel 2030 dovremmo più che dimezzarle scendendo sotto la soglia di 115 grammo di CO2/KWh.

Calano gli spostamenti privati (-20% rispetto al 2019), perchè cambiano un po’ le abitudini alla mobilità delle persone che vanno di più a piedi e in bicicletta, e triplica lo smartworking.

Boom di vendite di auto ibride ed elettriche (raddoppiate le prime e triplicate le seconde) che arrivano a coprire quasi il 20% del mercato, crollo di diesel e benzina (-40%). Tornano a diminuire le emissioni dei nuovi veicoli che sono scese a 108 grammi di CO2 per Km, il valore più basso mai registrato (-9% rispetto al 2019).

Tirando le somme tra buone e cattive notizie, resta comunque il fatto che il cambiamento climatico è la principale crisi globale della nostra epoca. L’obiettivo della neutralità climatica è imprescindibile e costituisce una sfida complessa ma possibile, ricca di opportunità per una economia prospera e resiliente. Istituzioni, imprese e cittadini sono tutti chiamati a dare il loro contributo, essenziale ma diversificato, alla riduzione delle emissioni di gas serra. Una tale riconversione dei modelli di produzione e di consumo richiede una Roadmap climatica ampia, in grado di individuare prospettive, strumenti ed obiettivi climatici mirati ed efficaci. Questo il monito di Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che promuove Italy for Climate insieme a un gruppo di imprese e di associazioni di imprese particolarmente sensibili al tema del cambiamento climatico: “L’attenzione dei cittadini e del media è fortemente cresciuta, manca, invece, un’adeguata accelerazione delle misure, concrete e impegnative, di riduzione dei gas serra. Se aspettiamo che partano tutti per aumentare il nostro passo, saremo travolti dalla crisi climatica. Insieme all’Europa dobbiamo incalzare i ritardatari – a partire dalla Cina che sta rinviando misure incisive per il clima – dimostrando che siamo in grado di realizzare rapidamente un’economia climaticamente neutrale, con maggior benessere e più occupazione e tassando adeguatamente le importazioni di prodotti ad alte emissioni provenienti da Paesi che non si impegnano per il clima“.

di Paolo Serra

21 agosto 2021

Lo stato dell’arte – Clima

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