Spreco alimentare: in Italia si spreca meno cibo, ma si spreca ancora

Maurizio Martina, Vicedirettore Generale FAO a Rai News nella Giornata nazionale 2022 di prevenzione dello spreco alimentare: “La percentuale più alta di spreco è tra le mura domestiche”

La Giornata Nazionale di Prevenzione contro lo spreco alimentare 2022 vede l’Italia come il Paese che ha adottato i comportamenti migliori per prevenire gli sprechi: l’indagine Waste Watcher International sui dati 2021 (di 8 Paesi del mondo: Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Canada, Russia, Germania, Spagna e Italia) rileva che 222.125 tonnellate di cibo si sono “salvate” dalla spazzatura nel nostro Paese che, comunque, registra uno spreco di circa 27 kg di cibo a testa (529 grammi a settimana), corrispondente a solo l’11,78% in meno (3,6 kg) rispetto all’anno precedente e pari a quasi 10 miliardi di euro. Questi si ottengono sommando al valore domestico di circa 6.4 miliardi di euro le perdite in campo e lo spreco nel commercio e distribuzione che ammontano a 3.284.280.114 di euro.

Colpisce l’attenzione degli italiani al tema: l’85%, quindi una percentuale quasi plebiscitaria, chiede di rendere obbligatorie per legge le donazioni di cibo ritirato dalla vendita da parte di supermercati e aziende ad associazioni che si occupano di persone bisognose, in seguito all’aumento della povertà generato dalla pandemia covid 19. La spesa si fa per lo più una o due volte alla settimana: lo dichiarano 7 italiani su 10 (il 69% degli intervistati) e c’è una netta consapevolezza sull’importanza di investire qualche euro in più per la qualità. L’attenzione alla prevenzione dello spreco alimentare si riverbera nell’insegnamento ai figli: primo non sprecare, dicono le famiglie italiane nell’83,9% dei casi. Otto italiani su 10 dichiarano di non sprecare quasi mai il cibo, o meno di una volta alla settimana.

Fonte dati: report dell’Osservatorio Waste Watcher International ‘Caso Italia’ 2022

Gli Italiani, tuttavia, sprecano meno ma buttano di più i prodotti che fanno bene: dai dati Waste Watcher si evince che è sempre la frutta fresca al top della nefasta ‘hit parade’ degli sprechi (37%), seguita da verdura fresca (28,1%), cipolle aglio e tuberi (5%), da insalata (21%) e dal pane fresco (21%). La prima conseguenza dello spreco alimentare, secondo i consumatori italiani è lo spreco di denaro, vissuto come aspetto più grave da oltre 8 italiani su 10 (83%). La gestione oculata del cibo va quindi di pari passo con quella del bilancio familiare, ma si riflette anche sull’effetto diseducativo per i giovani (83%), sull’immoralità intrinseca dello spreco alimentare (80%) e delle risorse (78%) e sull’inquinamento ambientale (76%).

“A livello mondiale, il totale degli sprechi alimentari è uguale a quello di 23 milioni di camion da 40 tonnellate a pieno carico che, allineati insieme, possono fare il giro della terra per ben sette volte”. Queste le parole di Maurizio Martina, Vicedirettore Generale FAO, in occasione della presentazione del Rapporto ‘Il caso Italia’ 2022 di Waste Watcher International, diffuso alla vigilia della IX Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare. “Quasi 1,4 miliardi di ettari di superficie agricola mondiale vengono usati per produrre cibo che poi non viene utilizzato. Tutto questo, mentre oltre 800 milioni di persone vivono nell’emergenza alimentare. Sono numeri impressionanti che devono farci riflettere ma soprattutto spingerci a reagire”.

“La crescita demografica e la crescente attenzione verso la sostenibilità di produttori e consumatori impongono la creazione di un modello di sviluppo che implichi la produzione di cibo di qualità e in quantità, ma anche una riduzione degli sprechi alimentari, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, le strategie sull’economia circolare dell’Unione europea e la Farm to Fork”. Lo afferma Confagricoltura in una nota. “Per prevenire lo spreco alimentare serve però l’impegno di tutti”.

Parlando di impegno di ciascuno di noi, l’ENEA indica 10 buone pratiche per ridurre lo spreco di cibo e per rendere il sistema alimentare più circolare e sostenibile:

1 – Valuta il più possibile il quantitativo di cibo che può essere realmente consumato in un pasto medio e aiutati con la lista della spesa: potrà essere utile per evitare avanzi (e i conseguenti sprechi).

2 – Quando fai la spesa, controlla la scadenza dei prodotti, pensando a quando utilizzarli: il mancato consumo si traduce automaticamente in uno spreco.

3 – Attenzione agli ingredienti nella scelta dei prodotti: nelle etichette si riportano informazioni su tecnologie o ingredienti che aiutano a limitare lo spreco alimentare. Il latte ad esempio può essere sottoposto a processi (come la pastorizzazione ESL, Extended Shelf Life, o la microfiltrazione) che ne mantengono inalterate tutte le proprietà estendendone notevolmente la “vita sullo scaffale”.

4 – Cerca di ridurre la quantità di immondizia indifferenziata, scegliendo prodotti con indicato il destino della confezione a ‘fine vita’: così contribuirai a ridurre la quantità di indifferenziata nell‘immondizia.

5 – Scegli il biologico in quanto l’agricoltura bio riduce i consumi energetici di agricoltura e industria alimentare di almeno il 25%, le emissioni di Co2 e non inquina le falde acquifere perché non impiega fertilizzanti e fitosanitari di sintesi.

6 – Condisci le tue insalate o verdure solo al momento del consumo per la migliore conservazione dei cibi.

7 – Cucina nuovi piatti utilizzando gli avanzi di cucina, con fantasia e creatività.

8 – In occasione di feste regala gli avanzi ai tuoi ospiti.

9 – Dona il cibo che non consumi alle onlus che lo redistribuiscono ai bisognosi.

10 – Butta gli avanzi di cibo (insieme agli shopper in bioplastica biodegradabile e compostabile) nella raccolta dell’umido: si trasformeranno in ottimo compost che ha un “valore” sia in termini di minori spese di smaltimento (ogni tonnellata di frazione organica in discarica costa alla comunità circa 200 euro, cioè il 50% delle spese totali per la gestione dei rifiuti), sia in termini di mancato guadagno derivante dalla commercializzazione del compost (che può variare da 20 euro a tonnellata per i prodotti all’ingrosso a circa 3 euro per kg per prodotti venduti al minuto).

di APS Litorale Nord

5 febbraio 2022

Stop allo spreco

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