Il Forest Bathing conquista l’Italia: un bagno di salute nel bosco

Curarsi in forma preventiva nei boschi per abbattere stress e ansia, abbassare la pressione quando è troppo alta. E persino migliorare la creatività. Il Forest Bathing (Bagno nella foresta) è una tecnica ideale per non sprecare i benefici della natura. Come si sta diffondendo in Italia da Nord a Sud e dove si può praticare.

Non è una semplice passeggiata, non è trekking. L’antica pratica “Shinrin Yoku”, diffusa fin dagli anni ’80 in Giappone, riscopre il potere terapeutico e taumaturgico degli alberi che possono contribuire a migliorare il nostro benessere psico-fisico.
Sono numerosi, infatti, i benefici riscontrati in diversi ambiti fisiologici: l’immersione nel bosco agisce sul sistema nervoso e immunitario, rafforzando le difese e riducendo il livello di stress grazie al naturale abbassamento del cortisolo e riducendo anche il rischio di ammalarsi di depressione. Inoltre, diminuisce la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e i livelli di zucchero nel sangue, allevia stanchezza e nervosismo, migliora addirittura la creatività. Il merito è della migliore ossigenazione che si ottiene camminando nel bosco, ma anche dell’effetto dei monoterpeni, componenti degli oli essenziali prodotti da diverse specie di alberi, e dei fitoncidi, composti volatili emessi dalle piante a scopo di autodifesa contro i parassiti: se ne conoscono circa 5000, compresa l’allicina dell’aglio o il pinene del pino o il mircene del timo e del luppolo. Si potrebbe definirli “pesticidi naturali”, in grado di bloccare la crescita di cellule sgradite. Diversi studi hanno dimostrato che potenziano le difese immunitarie, aumentando i globuli bianchi e, in particolare, le cellule “Natural killer” che sappiamo in grado di eliminare virus, batteri e cellule cancerose.
La faggeta, per esempio, è molto efficace a fine primavera-estate quando la sua foliazione è al massimo. E se il bosco è ben esposto al sole, con lame di luce che penetrano fino al suolo, questo crea il magico effetto che tanto ci affascina.

La pratica consiste in passeggiate nel bosco ripetute in giorni consecutivi, in modo da respirare per diverse ore l’aria naturalmente arricchita delle sostanze volatili terapeutiche emesse da alcune specie di alberi. Sono i monoterpeni e inducono benefici psicologici e fisiologici prolungati nel corpo umano, come la riduzione dello stress e dell’ansia, della pressione sanguigna, del livello di glucosio e degli elementi ossidanti nel sangue, il miglioramento del sonno e il rafforzamento del sistema immunitario.
Per approfittare al meglio dei vantaggi offerti anche dalle sostanze aromatiche emesse dal bosco, i medici ci dicono che l’ideale sarebbe trascorrere nel bosco almeno 10-12 ore nell’arco di 3 giorni, con singole sessioni di visita della durata di almeno 2 ore/3 ore.
Grazie ad alcuni accorgimenti si può migliorare ancor di più l’esperienza. È bene alternare il cammino a momenti di rilassamento e di polisensorialità; respirare profondamente utilizzando il diaframma, così da assorbire tutte le fragranze del bosco; contemplare le sfumature del verde e l’intera natura circostante; abbandonarsi all’ascolto dei suoni del bosco; sfiorare la corteccia degli alberi o meglio ancora abbracciarli, come si fa con la Silvoterapia, un’antica arte che aiuta a ritrovare l’equilibrio sfruttando l’energia positiva delle piante.


Nata in Giappone col nome di “Shinrin Yoku”, la pratica del Forest Bathing è stata infatti convalidata da diversi studi scientifici che dimostrano come alcune sostanze volatili emesse da diverse specie di alberi – se inalate in dose sufficiente e per un periodo di tempo adeguato – possono indurre cambiamenti fisiologici prolungati nel corpo umano. Anche in Italia è considerata una vera e propria terapia medica: la terapia forestale attraverso la passeggiata nel bosco. I benefici spaziano dal rilassamento fisico e mentale agli aiuti per malattie gravi, come la sclerosi multipla o le complicazioni polmonari dopo il Covid-19. Inoltre, con il bagno nel bosco, per un tempo complessivo di circa quattro ore, ci sono alcuni valori che si stabilizzano: pressione arteriosa, frequenza cardiaca, cortisolo, glicemia, ossigenazione del sangue, quella generalmente misurata dal saturimetro. Il benessere psico-fisico raggiungibile attraverso il Forest Bathing è dunque determinato anche da una serie di caratteristiche strutturali di paesaggi, visuali, elementi e specie arboree che il bosco deve possedere per fornire il beneficio. Proprio con l’obiettivo di valorizzare anche in Italia l’attività del Forest Bathing, sono diverse le iniziative messe in campo negli ultimi mesi da parte di enti, associazioni e progetti territoriali e nazionali. PEFC Italia, ente promotore della corretta e sostenibile gestione delle foreste, nel suo lavoro di definizione e arricchimento dello standard sui Servizi Ecosistemici di boschi certificati per la gestione sostenibile, ha infatti introdotto la certificazione dell’idoneità delle aree forestali certificate PEFC a svolgere funzioni salutistiche e a promuovere il “benessere forestale”. Rilasciato lo scorso anno e primo a livello mondiale nella famiglia PEFC, il nuovo standard per i Servizi Ecosistemici PEFC ha lo scopo di tutelare ulteriormente il patrimonio forestale ed arboreo andando a considerare i benefici che foreste e piantagioni forniscono costantemente all’uomo: oltre all’assorbimento e stoccaggio della CO2 e alla tutela della biodiversità, spiccano le funzioni turistico ricreative, nel cui ambito ricade anche la promozione del benessere forestale e, dunque, del Forest Bathing.


ENERGIA DEGLI ALBERI: BIOENERGETIC LANDSCAPES
La tecnica denominata “Bioenergetic Landscapes” deriva da recenti studi nel campo del bio-elettromagnetismo e permette di misurare l’influenza biologica che i deboli campi energetici emessi dalle varie specie di piante possono esercitare sul funzionamento dei nostri organi e apparati. Con precise misurazioni nel campo delle microonde si possono verificare che le emissioni degli alberi collocati in certe condizioni magnetiche del luogo riescono a modificare favorevolmente per alcuni metri l’ambiente elettromagnetico intorno ad essi, influendo favorevolmente sullo stress psico-fisico dell’organismo e alimentando energeticamente gli organi del corpo umano, aumentando così il senso di benessere complessivo. La sua efficacia è confermata a sua volta da avanzate tecniche di misurazione con strumenti di biorisonanza e bioelettrografia. Sono stati così individuati due alberi, il “FAGGIO MAGICO” e “IL GRANDE ABETE ROSSO” che offrono un esempio di piante capaci di estendere nello spazio circostante una benefica azione energetica, modificando positivamente la qualità elettromagnetica dell’area e influendo favorevolmente su vari organi del corpo umano. Presso questi alberi la sosta diventa un’opportunità per ricavare uno specifico sostegno energetico e al contempo incoraggiare un diverso contatto empatico con la natura, magari anche attraverso la pratica del “Tree-hugging”.
Da noi questa terapia è ancora poco conosciuta, mentre in Australia nei parchi ci sono appositi cartelli che invitano i visitatori ad abbracciare gli alberi, e nei Paesi del Nord Europa esiste una cultura proprio basata sugli abbracci agli alberi. Abbracciare un albero significa entrare in una nuova connessione con la natura, far interagire la nostra energia con la sua energia.

Le vitamine dell’aria: gli IONI NEGATIVI
Da molti anni numerose evidenze scientifiche sottolineano la grande azione benefica degli ioni a carica negativa presenti nell’aria sullo stato di salute degli esseri umani, ma le scarse conoscenze in campo applicativo portano a trascurare l’aspetto della ionizzazione degli ambienti per finalità curative o per migliorare il benessere psicofisico delle persone. Se si considera che, mediamente, respiriamo circa 22.000 volte nell’arco della giornata, possiamo ben immaginare quanto sia importante per la nostra salute la qualità dell’aria degli ambienti che frequentiamo normalmente. Ricercatori di livello internazionale hanno provato che un eccesso di ioni a carica positiva, sia in ambienti interni che esterni, comporta irritabilità, depressione, emicrania, senso di stanchezza eccessiva, disturbi del sonno, diminuzione delle performances mentali. Viceversa, gli ambienti la cui atmosfera si caratterizza per la ricchezza di ioni negativi apportano chiari benefici all’organismo, con un’azione sia sul sistema nervoso, ad esempio riducendo la quantità di serotonina in circolo, sia migliorando le difese immunitarie, e soprattutto l’attività dei linfociti NK. All’esterno, determinate condizioni microclimatiche, ambientali e di vegetazione possono ricreare nell’aria un’elevata quantità di ioni negativi, generando ambienti naturali che meritano per questo di essere valorizzati ed utilizzati consapevolmente per queste finalità. Normalmente i boschi sono luoghi ricchi di una benefica atmosfera carica di ioni negativi, assai difficili da ritrovare in aree urbane o ambienti indoor.

DOVE FARE IL FOREST BATHING IN ITALIA
Nel nostro Paese sono molti i luoghi in cui poter praticare il Forest Bathing. In Piemonte, ad esempio, presso l’Oasi Zegna sono disponibili tre sentieri ad hoc in cui grazie al fogliame dei faggi potersi immergere in questa straordinaria esperienza a contatto con la natura.
A Fai della Paganella, in Trentino, esiste un Parco del Respiro che propone percorsi a tema in aree forestali con predominanza di faggi. Questi alberi, con gli abeti rossi curano la rabbia e la depressione, e aumentano il livello dell’attenzione. In Toscana un percorso ideale per il forest bathing è quello dei Monti dell’Amiata e nel parco della Maremma. Al confine dell’Emilia da non perdere la foresta di abeti bianchi di Camaldoli. Nel Lazio, Abruzzo e Molise, l’area ideale è l’enorme Parco Nazionale d’Abruzzo, e nel Sud uno dei posti più belli è il Parco del Pollino in Basilicata. Anche le Marche, a partire dalla faggeta del Monte San Vicino nei pressi di Aspiro, sono una regione ideale per il Forest bathing, come la Sicilia con la Riserva Naturale Orientata del Bosco di Malabotta, situata in provincia di Messina.

Non lontano da Roma c’è il Parco Nazionale del Circeo. Oggi è conosciuto come la Selva di Circe ed è uno degli esempi meglio conservati e più estesi di foresta planiziaria, ossia di pianura, esistente in Italia. La Foresta del Parco Nazionale del Circeo si estende per circa 3.300 ettari e presenta tre aree: la Piscina delle Bagnature, la Piscina della Gattuccia e la Lestra della Coscia. Le Piscine sono delle aree paludose, le Lestre, invece, sono zone dove un tempo gli abitanti stagionali stabilivano i loro villaggi ma di cui oggi rimangono solo poche rovine. La foresta è un ecosistema ricchissimo e variegato, dichiarata Riserva della Biosfera. Attraverso una fitta rete di sentieri, sia pedonali che ciclabili, è possibile scoprire i tanti volti della foresta in ogni stagione. Dalle fioriture primaverili alla distesa di frutti di bosco e ciclamini d’autunno, fino alla fioritura invernale del prugnolo, la Selva di Circe è un luogo magico.

Ma il bagno nella foresta è praticabile liberamente anche nelle tante foreste disseminate da Nord a Sud della nostra penisola. Il principio basilare resta sempre lo stesso: dedicarsi a un’esperienza immersiva nel verde, capace di stimolare una vera disintossicazione fisica e mentale. Ritrovare quel senso di benessere che solo il contatto con Madre Natura riesce a donarci.
L’esperienza può essere svolta da soli o anche in compagnia. È tuttavia essenziale mantenere la concentrazione, non turbare l’equilibrio della foresta e, soprattutto, rispettarla senza causare danni di alcun genere.

M. A. Melissari

23 luglio 2022

Tendenze – Benessere

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