Paradosso biodiversità e foreste

Si è appena conclusa a Montreal la COP 15 sulla biodiversità che ha visto i leader mondiali discutere su come arrestarne il drammatico declino e ridurre la perdita di specie ed ecosistemi. Intanto l’UE, Italia compresa, continua a sovvenzionare la biomassa forestale a fini energetici distruggendo così foreste, habitat, piante e animali, oltre ad aggravare la crisi climatica

Troppe foreste in fumo per produrre energia dalla biomassa. Nel “paniere” delle rinnovabili europee la biomassa pesa per il 60% e ben la metà, il 30%, è costituita dalla biomassa legnosa, originata in gran parte da tagli di foreste, anche vetuste, in Europa e in Stati extra- Ue,che distruggono habitat e specie. Le emissioni di CO2 per la combustione di biomassa legnosa superano, per unità di energia prodotta, quelle dei combustibili fossili. La denuncia viene da Green Impact – l’associazione italiana che fa parte di una coalizione di più di 100 associazioni europee (Forest Defenders Alliance) che si battono per escludere la biomassa forestale dalla Direttiva UE sulle energie rinnovabili.

La consistenza dei sussidi a questa fonte energetica è contenuta nel Report prodotto dal Trinomics B.V. per l’ organizzazione NRDC, Natural Resource Defence Council) che analizza i sussidi forniti al settore della biomassa solida ad impianti di produzione di elettricità e di calore nel periodo 2019 – 2020 da 12 Stati dell’Unione Europea, inclusa l’Italia.
Nel 2020, i 12 Stati hanno investito cumulativamente più di 7 Miliardi di Euro per generare energia elettrica e calore utilizzando la biomassa solida, tale ammontare si è rilevato in crescita del 27% rispetto al periodo 2015- 2020. La maggior parte della biomassa solida consumata nell’UE a fini energetici, specie per uso domestico, è costituita da biomassa forestale e quindi i sussidi hanno direttamente contribuito alla distruzione delle foreste, della biodiversità, di habitat, flora e fauna nell’ Unione Europea e in Stati terzi da cui è stata importata la biomassa. Per quanto riguarda l’Italia, tali sussidi sono cresciuti costantemente dal 2015 al 2020 e sono rimasti comunque elevati nel 2021. In quegli anni l’Italia ha devoluto tra i 600 e gli 800 milioni di euro l’anno agli impianti per la produzione di energia da biomassa solida.
Inoltre, tali sussidi hanno contribuito al rilascio in atmosfera di emissioni clima-alteranti dato che le emissioni da biomassa legnosa superano, per unità di energia prodotta, quelle dei combustibili fossili (gas, petrolio, carbone), come conferma uno studio del centro di ricerca della Commissione Europea (JRC, 2021). Secondo una stima di Forest Defender Alliance le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla combustione di biomassa legnosa nell’Ue superano i 400 milioni di tonnellate l’anno, pari al totale delle emissioni di CO2 dell’Italia.

Nel rapporto pubblicato dal JRC, gli scienziati avvertono che bruciare la biomassa forestale degrada anche la capacità di sequestrare carbonio delle foreste: le foreste, infatti, assorbono naturalmente la CO2 e la immagazzinano nel suolo, funzione che cessa con i tagli degli alberi. Inoltre, anche se si procede a mettere a dimora nuove piante, esse nei primi anni di vita assorbono meno CO2 delle piante adulte e per rigenerare una foresta sono necessari svariati decenni o centinaia di anni.
Il taglio di alberi causa inoltre perdita di biodiversità, dissesto idrogeologico, perdita di gran parte dei servizi ecosistemici forniti dalle foreste, diminuzione della resilienza. Anche la salute viene messa a rischio: la combustione della legna è la prima fonte di polveri sottili (PM2.5), tali polveri sono una delle principali cause di inquinamento dell’aria, che causa in Europa oltre 300.000 decessi prematuri.

Il rapporto Trinomics ha valutato che se i sussidi fossero stati usati per promuovere l’isolamento termico degli edifici, si sarebbe ottenuto, ad esempio: una riduzione del 15-20 % dell’energia utilizzata per il riscaldamento domestico; un maggiore e più vasto uso di energia solare ed eolico per uso domestico; un risparmio di centinaia di euro l’anno in bolletta energetica. Un incremento delle pompe di calore alimentate da fonti energetiche veramente rinnovabili invece che da un mix energetico contenente anche il gas naturale.

di Redazione

18 dicembre 2022

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