Niente pesticidi nelle mele a Roma

Lo rivela l’Operazione Biancaneve dell’AICS alla ricerca di residui di pesticidi attraverso il rilevatore portatile Biopard

Su 50 mele italiane analizzate, solo in una sono stati rinvenuti residui di pesticidi. È quanto ha rilevato la sezione Ambiente dell’Aics (Associazione italiana cultura e sport) che ha condotto un progetto, denominato Operazione Biancaneve, per testare il grado di sicurezza di alcuni alimenti nostrani di largo consumo e non biologici. In questo caso, nell’arco di sei mesi sono state acquistate 50 mele rosse, tutte sfuse, in 50 punti di vendita diversi di Roma: dall’ipermercato alla frutteria, dal market di medie dimensioni al mercato rionale. Unica regola: etichetta che ne indicasse la provenienza. Il risultato? 49 senza residui di pesticidi, 1 con residui”
L’esperimento è stato condotto con un nuovissimo rilevatore che si chiama Biopard ( Pesticide Analytical Remote Detector) e consiste in un kit per determinare la presenza di pesticidi negli alimenti, nell’acqua o in un terreno. Il tutto senza un’analisi di laboratorio, ma con un sensore portatile e nello spazio di un quarto d’ora. L’invenzione ‘Biopard’, nata con la collaborazione del professor Marco Mascini dell’Università di Firenze, è della start up italiana ‘Ecobioservices and Researches srl’, che ha cominciato a immettere il prodotto sul mercato. L’uso è davvero semplice e a portata di tutti: si prende un pezzo di un alimento, lo si mette in una fialetta insieme ad alcuni reagenti, si agita il tutto e poi si versa il liquido su una striscia reattiva collegata a un rivelatore portatile. Nel giro di 15 minuti l’utente saprà se quell’alimento è privo di pesticidi oppure se i pesticidi superano o meno la soglia di legge.
L’AICS Ambiente si è dotata di un Kit Biopard l’ha messo a disposizione di un gruppo di acquisto a pesticidi zero che ha costituito nel Comune di Bracciano. Ha avviato così il progetto Ecovelaplay: i soci, nel corso di eventi periodici aperti al pubblico, porteranno campioni di frutta e verdura acquistati dai fornitori di fiducia per sottoporli al controllo. Questo perché, secondo Andrea Nesi, responsabile della Commissione Ambiente dell’AIcs il rilevatore portatile può “a buon titolo trovare spazio nei Gruppi d’Acquisto Solidale, che potrebbero così qualificare i piccoli produttori locali con cui interagiscono. Il tutto in un processo che veda il cittadino sempre più attivo e protagonista nella difesa della propria salute”. Nesi precisa che “i risultati delle analisi effettuate con il Biopard in grado di individuare il 95% dei principi attivi alla base dei pesticidi, non possono essere utilizzati come prova provata. Per quello sarà necessario rivolgersi ad un laboratorio accreditato. Ma il Biopard può far accendere la lampadina, con un investimento molto contenuto rispetto ad un’analisi tradizionale da laboratorio.
L’operazione Biancaneve dunque proseguirà, senza alcuna intenzione di sostituire leggi e controllori istituzionali già in campo, su altri alimenti di largo consumo selezionati tra i prodotti più consumati, freschi, surgelati, secchi e, al momento, non biologici in quanto questi ultimi non prevedono l’utilizzo dei fitofarmaci/diserbanti più chiacchierati.

di Redazione

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